Rea: “Gli ultimi due giri sono stati difficilissimi”

Il britannico commenta così la prima doppietta della stagione

 

F. P. F. P.

Pubblicato il 26 febbraio 2017, 08:00

E’ ancora lui il padrone della Superbike. Jonathan Rea ha conquistato a Phillip Island la quarantesima vittoria in carriera nel campionato mondiale per derivate di serie. Con quella di ieri, è la prima doppietta di una stagione 2017 che, se queste sono le premesse, lo vedrà ancora una volta grande protagonista.

FOTOCOPIA - Come ieri, il campione del mondo in carica si è gestito fino a pochi giri dal termine: consapevole del fatto di non avere margine per provare la fuga solitaria, Johnny ha atteso le ultime due tornate per tirare fuori il meglio dalla sua Kawasaki e mettere qualche metro tra se, Melandri e Lowes. L’unico a tenergli testa fin sotto la bandiera a scacchi, anche stavolta, è stato Chaz Davies. Che, anche stavolta, si è dovuto accontentare del secondo posto a 25 millesimi da lui.

FATTORE GOMME - “Sono molto felice – spiega Rea ai microfoni di Mediaset – anche questa è stata una gara tattica e gli ultimi due giri sono stati tostissimi e difficili. A differenza della prima parte di gara siamo andati molto forte e sono riuscito ancora una volta a fare la differenza. Questo grazie al lavoro svolto nei test invernali, durante i quali ci siamo concentrati molto sull’usura delle gomme che oggi, a fine gara, erano davvero in buone condizioni”.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Da Phillip Island al The Bend: la SBK cambia la tappa australiana dal 2028

Dopo aver disputato l'edizione 2027, lo storico tracciato a Sud di Melbourne lascerà spazio all'impianto nei pressi di Adelaide. Contratto pluriennale per le derivate di serie

Sei piloti, sette round, nessun podio: il punto più basso della Yamaha in SBK

Tre team e nessuna soddisfazione per i titolari della "vecchia" R1: serve una pronta reazione, ma quali sono le soluzioni? Col presente appannato, un competitivo futuro sembra un miraggio