Passione, leggerezza e coraggio: così Go Eleven ha vinto la scommessa Iannone

Il team di Gianni Ramello ha avuto il merito di dare una nuova chance ad Andrea, investendo e rimboccandosi le maniche: il sabato di Aragon ha ripagato tutti gli sforzi

Gianmaria Rosati Gianmaria Rosati

Pubblicato il 28 settembre 2024, 18:31

Per capire l’atmosfera serena con cui Go Eleven porta avanti la propria passione per le corse, basta entrare una sera nel loro hospitality. Qui si trova – anche nelle giornate più complicate – quell’allegria di base che restituisce il sorriso: il patron Gianni Ramello ha il suo posto designato, nel tavolo posto all'angolo destro della struttura, mentre la moglie Luciana - salita sul podio oggi come rappresentante del team - coordina con esperienza e buon umore tutta l’attività dell’hospitality, tra una battuta ed una indicazione al proprio staff.
 
Serenità ma al tempo stesso serietà, quella che ha permesso al team di Cherasco di entrare di nel paddock delle derivate – in forma autonoma – nel 2009 e di non uscirne più, scalando al contrario i pioli del campionato. Dalla Stock1000 alla Supersport, fino alla sbarco nel 2015 nella classe regina, la Superbike. Qui il processo è proseguito, con il passaggio da Kawasaki a Ducati, che ha gradualmente certificato il livello della squadra, capace nel 2020 di conquistare il suo primo storico successo in top class con Michael Rinaldi.

Credere nella rinascita: Go Eleven e Iannone

Il tutto senza perdere quello spirito un po’ scanzonato, di chi si prende sul serio ma non eccessivamente. E proprio su questa lunghezza d’onda la famiglia Ramello ha dimostrato di avere il coraggio che altri non hanno avuto, concedendo un’altra chance ad un pilota talentuoso e con tanta voglia di riprendere da dove aveva lasciato come Andrea Iannone.
 
Un matrimonio non semplice, né da organizzare l’anno scorso né da portare avanti in quella attuale, ma che tra i cordoli di Aragon ha dato i suoi frutti. Un po’ come al primo round di Phillip Island, dove tutto il team piemontese ha sognato grazie all’abruzzese, il quale ha dovuto però attendere fino all’Aragona per tornare ad assaporare il dolce gusto del successo.

Un successo che rappresenta il lieto fine di una bella storia – destinata a continuare nella prossima stagione - dove la passione si unisce al coraggio ed alla dedizione. Un brindisi dunque alla famiglia Go Eleven, magari in quell’hospitality che tanto racconta della squadra, capace di restituire al motociclismo italiano un talento come quello di Iannone. E di vincere la propria scommessa. 

SBK Aragon, problemi per Bulega prima della partenza
 

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