Trial: addio a Ettore Baldini

Campione italiano di Trial nel 1977 e 1979, negli ultimi 15 anni aveva lavorato come preparatore specializzato in Ducati

Trial: addio a Ettore Baldini

Fiammetta La GuidaraFiammetta La Guidara

Pubblicato il 11 gennaio 2017, 16:50 (Aggiornato il 11 gennaio 2017, 15:58)

Era stato campione italiano Trial nel 1977 e 1979 con Bultaco e aveva partecipato al Mondiale di specialità fra il 1976 e il 1980, essendo anche pilota ufficiale Montesa, Bultaco e Italjet: Ettore Baldini è scomparso nella notte tra il 9 e il 10 gennaio. 

Nato a Domodossola il 26 aprile 1956, viveva nel modenese, a Castelfranco Emilia, e lavorava per la Ducati in qualità di responsabile delle moto del parco stampa, dopo essere stato anche preparatore specializzato per la Casa di Borgo Panigale.

Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona discreta, che svolgeva il suo lavoro con competenza e professionalità.

Abbiamo ritrovato una sua lettera aperta, pubblicata sul sito Motototrial.it, nella quale esprimeva il suo pensiero sul trial attuale.

"Dopo tanti anni di assenza ho visto i GP di Erba e Tolmezzo: delusione... Non ho più riconosciuto il trial", scriveva Baldini nel 2009.

"Devo dire che sono rimasto impressionato… a bocca aperta…. Per la grande tecnica ed abilità dei piloti…

"Ho visto piloti, che ai vecchi tempi sarebbero usciti dalla quella prova con 25 punti (5 volte 5) uscire con 3 penalità. Non ci capivo niente... È assurdo.

Non c’è assolutamente tecnica, non è andare in moto stare fermi svariati secondi con piede a terra ripartire ed ottenere 1 penalità… quello era, e dovrebbe essere nel Trial, 5 penalità.

"Ho avuto l’impressione di uno Sport snaturato nello spirito, e nella filosofia di quello che era, e che mi auguro torni…

"Il pilota bravo deve riuscire a passere a 0 oppure con 1 penalità 2-3 ecc. ma  la moto deve essere in movimento altrimenti non è trial. Quando sei fermo non guidi… sei fermo.

"Meglio un Trial umano (più facile) con punteggi giusti, che un Trial da marziani con assegnazione delle penalità in modo ridicolo.

"Con questo non voglio dire che la moto deve sempre avanzare, può fermarsi, arretrare, fare le capriole, ma i piedi devono essere su…

"Non avrei dubbi a tornare alle origini anzi: mi chiedo come si possa essere andati in questa direzione. È come se nel calcio, domattina arriva la regola che se giochi con le mani in area, non è rigore, poi tra 10 anni ti accorgi che non stai giocando a calcio, ma a qualcos’altro", concludeva Ettore Baldini.  

Ettore Baldini lascia due figli, Giacomo e Letizia e la moglie Germana Panziera. Alla famiglia e agli amici, le condoglianze di Motosprint.

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