MXGP, Tim Gajser: “La Yamaha è una scommessa ma so che posso vincere” | Esclusiva

Il Mondiale motocross inizierà questo weekend in Argentina, abbiamo intervistato il cinque volte iridato passato alla Casa di Iwata dopo dodici stagioni in Honda

Mathias CantariniMathias Cantarini

Pubblicato il 5 marzo 2026, 12:28

Un cambio radicale che va ben oltre l’aspetto sportivo. È con queste prospettive che Tim Gajser approccia il Mondiale 2026, il primo con la Yamaha dopo dodici stagioni a difendere i colori HRC all’interno del Team Honda-Gariboldi, con cui ha conquistato cinque titoli mondiali. Un cambiamento clamoroso, epocale, che ancora una volta ha equiparato lo sloveno al rivale di sempre, l’altro cinque volte campione del Mondo Jeffrey Herlings, che dopo sedici (!) stagioni nel Team Red Bull KTM Factory Racing sostituirà proprio Gajser sulla Honda CRF450R. Gajser arriva alla MXGP 2026 animato dal fuoco della novità ma anche dalla voglia di riscatto. Lo scorso anno, dopo un ottimo avvio di stagione con tre doppiette domenicali nei primi sei round, si è infortunato nel GP Svizzera, perdendo la possibilità di conquistare il sesto titolo, il quinto in MXGP. Una lussazione alla spalla destra lo ha tenuto lontano dalle gare per alcuni mesi, al rientro Gajser è tornato subito sul podio, fino al commiato avvenuto al Cross delle Nazioni alla squadra e alla Casa che lo hanno portato al vertice del Mondiale. Ora si apre una nuova sfida, per riportare al titolo la Yamaha dopo undici anni: le premesse, con il successo agli Internazionali d’Italia, sono buone.

Motocross: ultime prove prima dell’Argentina

Gajser: «Con Yamaha stiamo continuando a crescere»

Passare in Yamaha è soltanto un cambio di colori, un cambio tecnico oppure un cambio di vita? 

«È sicuramente un grande salto. Ho passato gli ultimi dodici anni della mia vita in Honda, ora volto pagina e inizio un nuovo capitolo con la Yamaha. È tutto nuovo, la moto, il team, le persone accanto a me, ma credo che sarà una buona stagione per noi».

È difficile cambiare moto dopo così tanti anni con lo stesso marchio?

«Sicuramente è difficile, perché quando resti così tanto tempo sulla stessa moto, ne indirizzi anche lo sviluppo. È una scommessa, ma sono felice di aver preso questa decisione. Fin dal primo momento sulla Yamaha mi sono sentito bene, ovviamente è stato un po’ strano all’inizio, ma giro dopo giro mi sono sentito sempre meglio. Stiamo ancora lavorando per rendere la moto al 100% secondo i miei desideri».

Hai già disputato le prime gare della stagione agli Internazionali d’Italia, a Mantova hai trovato anche il primo successo in blu.

«Mi sono sentito bene fin da subito. Siamo arrivati alle gare con una buona base, sono riuscito a mettermi subito davanti in entrambe le manche e poi ho gestito il gap controllando gli avversari. Stiamo continuando a crescere: alla prima gara del Mondiale saremo ancora più pronti».


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