Il sette volte campione del mondo Tony Cairoli è senza dubbio il protagonista più atteso del Gran Premio del Trentino. Il siciliano della KTM approda sul Circuito Al Ciclamino da leader della classifica generale del mondiale MXGP.
Dopo i primi tre round della stagione, ora ha un vantaggio di ben 30 lunghezze sui suoi inseguitori, capitanati dal francese Paulin Gautier con la Kawasaki, ed è l’uomo da battere. Viene da due doppiette consecutive, in Thailandia e in Brasile, dove nemmeno una distorsione alla caviglia sinistra, patita nella Gara 2 di Beto Carrero, gli ha impedito di siglare la sessantacinquesima vittoria in carriera.
La pista di Arco non è al centro delle sue preferenze, e per Tony non sarà una gara facile, anche se lo scorso anno è riuscito ad imporsi in entrambe le manche vincendo il I° GP del Trentino della storia del motociclismo.
Come va la caviglia?«Bene, sono in gran forma, ero rientrato dolorante alla caviglia dal Brasile ma la cosa è rientrata in fretta, in pochi giorni ora va molto meglio».Ti stai allenando in questi giorni?«Certo, mi sono riposato un po’ al rientro dal Brasile, con un po’ di mare e un giretto in enduro e poi da venerdì sono tornato a fare motocross».La moto come va? Siete intervenuti su qualcosa dal’inizio della stagione?«Va molto bene, come si è visto nelle prime gare di questa stagione e per ora non abbiamo cambiato nulla da questo inverno, siamo a posto così».La classifica di campionato dice che la stagione è partita molto bene: come si è trovato? In quale dei tre gran premi ti sei divertito di più?«Benone direi, per ora tutto secondo i piani, ma il campionato è lungo e dobbiamo gestire gara per gara le situazioni che ci si presenteranno. Sicuramente fra i primi tre Gran Premi quello in cui mi sono divertito di più è stato in Brasile: amo il paese ed il tifo è davvero splendido».Quale è stato invece il più impegnativo e perché?«Il Qatar, non ero a posto fisicamente e la caviglia mi ha dato filo da torcere».La pista del Trentino ti piace?«Diciamo che non è tra le mie preferite anche se mi ci trovo a mio agio, il terreno è piuttosto duro e non è semplice spingere al massimo»Qual è il suo obiettivo ad Arco?«Vincere il Gran Premio, of course!»Quanto sarà importante il tifo dei supporters ad Arco?«Tantissimo, sono davvero fondamentali e sento molto il loro calore quando si corre in Italia, mi piace!»Chi saranno gli avversari da battere?«Come sempre direi Paulin, Desalle…poi anche Van Horebeek e Nagl, che sono in ottima forma».
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