MotoGP, Gino Borsoi: “Toprak? Al momento è la moto che guida lui, non viceversa”
Valentino Aggio
Pubblicato il 27 aprile 2026, 18:54
C'è tanto lavoro da fare per Yamaha. Sono solo due i punti conquistati dal costruttore di Iwata a Jerez de la Frontera, mentre i due piloti Prima Pramac hanno chiuso nelle retrovie. Durante il lunedì di test MotoGP Gino Borsoi, il team manager della squadra toscana, ha fatto il punto della situazione.
Il motore V4: “Sta andando meglio di quanto mi aspettassi”
Gino Borsoi è partito da una panoramica sul nuovo progetto V4, che al momento è ancora lontano dall'essere competitivo ed ha subìto diverse critiche da parte dei piloti, soprattutto Fabio Quartararo. “Non capisco perché la gente pensi che Yamaha non stia facendo un gran lavoro - introduce Borsoi -. Onestamente, sta andando meglio di quanto mi immaginassi. Le altre Case dispongono di una moto completa da diversi anni, mentre la M1 è totalmente nuova. Loro cercano il dettaglio, noi siamo un cantiere aperto. Questa moto ha cominciato a girare solo qualche mese fa in Malesia. Non si può pretendere che sia già al livello degli altri V4”.
Chiudendo sull'attuale M1, Borsoi chiosa. “Credo che Yamaha stia lavorando molto sulla moto di quest'anno, tenendo presente che quella del prossimo anno non cambierà troppo rispetto a quella attuale. Questo progetto è la base per il 2027”.
Su Toprak: “Deve imparare a sfruttare le gomme”
Il focus è poi slittato su Toprak Razgatlioglu, rookie d'eccezione nella classe regina. “Vuole dimostrare di essere veloce e non ci è ancora riuscito per diversi motivi: prima di tutto perché gli manca l'esperienza, poi perché la moto non glielo può permettere. Avendo vinto tre mondiali, è comprensibile che non accetti di rimanere dietro. È molto bravo: qualcun altro si sarebbe innervosito molto prima. Così come a Jack [Miller], ora non riusciamo a dargli le armi per lottare: i piloti vogliono qualcosa, la Casa dell'altro”.
Borsoi continua: “Il problema principale di Toprak è capire le gomme: sta avendo molti problemi nel fermare la moto. Capisce che non riesce a frenare come vuole, poi ha problemi col freno motore. In questo momento è la moto che guida lui piuttosto che il contrario. Ci sono dei momenti, come l'ultima parte di gara qui a Jerez, dove era in controllo. Negli ultimi giri era più veloce che con le gomme nuove. È un insieme di cose: il freno motore non è ancora tarato sul suo stile di guida. La MotoGP è molto complessa rispetto alla SBK: ci sono mille settaggi elettronici che si possono cambiare”.
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