MotoGP, KTM e Honda nello scomodo ruolo di inseguitrici: Ducati e Aprilia irragiungibili

Le Desmosedici e le RS-GP sembrano essere attualmente fuori portata, così KTM e Honda devono guadagnarsi il posto all'interno della top 5

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 24 febbraio 2026, 11:33 (Aggiornato il 24 febbraio 2026, 13:33)

I test di Buriram hanno confermato quanto già notato a Sepang ad inizio febbraio in vista della MotoGP 2026. Ducati e Aprilia partono decisamente in vantaggio rispetto ai concorrenti. Con Yamaha attualmente in ritardo nel progetto V4, rimangono a metà classifica Honda e KTM.

KTM, le speranze sono in Acosta

In questo confronto tra Mattighofen e Tokyo, a partire in vantaggio è sicuramente la Casa austriaca. Le prestazioni sul finale della scorsa stagione aiutano sicuramente KTM, che può vantare tra le proprie fila un talento generazionale come Pedro Acosta. È chiaro che le speranze siano riposte tutte sul due volte campione del mondo, che si è detto soddisfatto del lavoro fatto durante l'inverno. “Possiamo puntare alla top 5” ha ribadito Acosta dopo la due giorni thailandese. Un obiettivo raggiungibile ma, almeno per ora, il massimo che si può fare. Da questi test si è visto come i fratelli Márquez, Pecco Bagnaia e Marco Bezzecchi siano il riferimento della MotoGP in questo momento. “Dobbiamo comunque considerare che Buriram non è la pista che meglio si adatta alla nostra moto” ha poi puntualizzato Acosta, evidentemente più speranzoso per la trasferta americana che vedrà il Motomondiale impegnato prima a Goiania in Brasile e poi al COTA .

Gli altri più attardati

Il talento di Acosta va oltre ai limiti della RC16, mentre per gli altri tre piloti KTM ci sono meno speranze di essere competitivi almeno in Thailandia. Una delle grandi incognite è Maverick Viñales, tornato dall'infortunio che lo ha tenuto ai box per buona parte della seconda parte di stagione ma galvanizzato dalla collaborazione con Jorge Lorenzo come coach. Brad Binder deve tornare quello visto fino al 2024 dopo una stagione disastrosa al fianco di Acosta che lo ha fatto diventare l'ombra di sé stesso. Discorso analogo per Enea Bastianini: i segnali sono incoraggianti anche dal punto di vista ergonomico oltre che tecnico, ma la competitività è ancora tutta da ricercare. 

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