MotoGP, Albesiano: "Questa Honda è già da top 5, ormai passo una settimana al mese in Giappone!"
Pubblicato il 10 giugno 2026, 16:40
L'anima italiana di Honda, Romano Albesiano, si è concesso ai nostri microfoni in occasione del Gran Premio d'Italia al Mugello. Il Direttore Tecnico della Casa di Tokyo ha parlato del processo di europeizzazione che sta affrontando il colosso giapponese in questo momento e le prospettive per l'ormai imminente cambiamento regolamentare.
Il bilancio: “Non abbiamo raccolto abbastanza, possiamo arrivare costantemente in top 5”
Com'è iniziato il 2026 di Honda?
“È stato un inverno basato sull'analisi del gap della stagione precedente. Abbiamo strutturato il lavoro per i test invernali ed è andato tutto bene: la moto è cresciuta sotto diversi aspetti”.
Al Mugello è già tempo di un piccolo bilancio: ti senti soddisfatto?
“Non sono soddisfatto dei punti raccolti quest'anno fino a questo punto perché sono pochi, figli di diverse cadute e di qualche errore di valutazione come in Thailandia o a Barcellona. Quindi direi estremamente deludente dal punto di vista dei punti raccolti, ma dal punto di vista della prestazione ci siamo avvicinati”.
Joan Mir ha più volte ripetuto che questa è una moto che richiede una guida aggressiva per essere portata al limite.
“Abbiamo forzato certi aspetti della moto che generano prestazione ma anche un maggiore rischio. È possibile che convenga settare nuovamente alcune cose, ma non è facile perché sono caratteristiche che i piloti apprezzano. Joan stesso ci dice di non toccare l'anteriore, quindi non è semplice”.
Se ci fosse un aspetto della moto attuale da cambiare, quale sarebbe?
“Ci manca qualcosa sull'aerodinamica, ma abbiamo la soluzione: ci metteremo a posto anche in quell'aspetto. Sono convinto che la nostra moto possa lottare per le posizioni di vertice senza problemi: non ha nulla da invidiare alle moto migliori ma non è semplice settarla al meglio. Dobbiamo concretizzare il nostro potenziale, che non è per vincere il mondiale ma per andare in top 5 costantemente”.
Honda si trova nel mezzo di un processo di europeizzazione: a che punto siete?
“Questo processo evolve continuamente, bisogna integrarsi con i meccanismi di sviluppo della moto in Giappone. Inizialmente, pensavo di essere poco impegnato in Giappone, ma ora ci passo una settimana al mese ma forse servirebbe anche più tempo. Con questo tipo di impegno si vedono i risultati in termini di velocità di prendere le decisioni: non siamo ancora ai livelli europei, ma ci arriveremo. Sono totalmente a zero col giapponese: in termini di linguaggio, sono loro che si devono aprire maggiormente agli europei”.
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