GP Ungheria, Di Giannantonio: "Follia: anche oggi ringrazio il Signore, qui si rischia di ammazzare qualcuno"
Pubblicato il 7 giugno 2026, 16:24
Diggia, per fortuna, può raccontare come abbia vissuto la dinamica disastrosa della MotoGP di Ungheria. La carambola a pochi metri dopo le spegnersi dei semafori è stata vista in mondo visione, da lui in sella della sua Ducati Desmosedici VR46: "Sto bene" rassicura "ho solo un po' di mal di schiena. Come ho vissuto l'incidente? Mi sono rirovato per terra, il mio Gran Premio è durato poco. Una volta tornato in sella, ho preso 20 secondi, al primo giro, alla fine sono arrivato a 28 secondi dalla vittoria. Senza l'accaduto, sarei finito davanti a Pecco Bagnaia".
Severo ma giusto: per Diggia serve il pugno di ferro in MotoGP
Il romano spiega come si sentisse una voltra ripresa la gara: "Mi veniva da vomitare, all'inizio. Mangi due ore prima, ti cappotti subito... Peccato. Avevamo compiuto le mosse corrette, pensavano di aver scelto bene le gomme... invece, c'è stato l'incidente".
Fabio parla a ruota libera, esprimendo concetti forti ma interessanti: "Se non danno una penalità oggi, incredibile. Spero che tutti stiano bene. Marco Bezzecchi era in mezzo a due moto, sotto, Raul Fernandez ha dato una facciata incredibile, pure Fermin Aldeguer... Non è possibile che ogni volta io debba pregare prima della gara, sperando che non succeda niente. Follia. I super eroi sono quelli che vincono le gare, non quelli che entrano in curva e rischiano di ammazzarne cinque".
La proposta di rivedere lo schieramento potrebbe contenere i problemi? Diggia la mette sul tema atteggiamento: "C'è da lavorare sulla griglia di partenza. Sicuramente, saremo meno ravvicinati. Visto che non lo capiamo con le buone, occorre fare qualcosa. La gente non capisce che qui non si stia rischiando di più, a costo di una innocua scivolata. Qui si rischia di ammazzare qualcuno. Siamo stati fortunati. Altra gara in cui devo tornare a casa, e ringraziare il Signore. Io dico: ma rischia in qualifica, magari alla seconda curva, e poi in gara spingi. Ma dalla prima curva dobbiamo uscire tutti vivi. Anziché sferrare la staccata della vita, per recuperare tutte le posizioni, probabilmente se ne recuperano tre. Non l'abbiamo compreso con le buone, è giusto che ce lo facciano capire con le cattive".
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