MotoGP: Le opinioni di Rolfo, Abraham, Hanika e Simeon sui fatti di Barcellona
Abbiamo chiesto ai quattro ex Motomondiale cosa ne pensassero di quanto successo domenica scorsa sulla pista catalana

Marco Pezzoni
Pubblicato il 20 maggio 2026, 17:48
Nonostante siano passati ormai tre giorni, non esita a spegnersi l’eco su quanto successo in gara sulla pista catalana. Gli strascichi degli incidenti di Alex Marquez e Zarco, con i due piloti fermi ai box per diverso tempo, si ripercuotono inevitabilmente sul prosieguo del campionato e sulla tanto discussa Safety Commission alla quale, a detta di Bagnaia, partecipano solo tre piloti.
Abbiamo chiesto ad ex piloti del Motomondiale, Roberto Rolfo, Karel Abraham, Karel Hanika e Xavier Simeon cosa ne pensassero di quanto accaduto sulla pista catalana ed ecco cosa ci hanno detto.
Rolfo: "E' stato un insieme di cose che difficilmente si potrebbero cambiare"
Roberto Rolfo, trovandosi sul posto in qualità di commentatore per la RSI, ha potuto vedere “da vicino” i due incidenti: “Li ho visti come situazioni inevitabili in certe occasioni. La moto di Acosta che si ferma davanti a quella di Alex Marquez diventa inevitabile l’impatto, Alex è stato bravo a deviare la traiettoria e spostarsi verso il lato destro all’ultimo, grandi riflessi a quella velocità, ma l’impatto è stato inevitabile. Con traiettoria deviata e moto parzialmente incidentata è stato ulteriormente bravo a non finire contro il muro con un angolo sbagliato. Quell’incidente non si poteva evitare, poteva succedere anche in Moto3 e Moto2, è come il discorso del cadere ed essere investiti. Quello è stato un insieme di cose che difficilmente si potrebbero cambiare. Per quanto riguarda tutto il resto, partenze e ripartenze è più che normale che ci siano, anche più di una, sono piloti, sono professionisti, c’è a chi può dar fastidio o meno. La decisione di ripartire la reputo corretta. Purtroppo, sulla ripartenza l’incidente di Zarco è un po’ un classico di Barcellona, bisognerebbe riuscire a rimanere al passo coi tempi. Per le velocità della MotoGP, dalla linea di partenza con partenza da fermo la prima curva è diventata un po’ pericolosa. Lo spazio è poco e la frenata diventa impegnativa, la pista nelle parti rettilinee non ha spazi ai lati, andrebbe rivista come altre piste ad esempio Jerez. L’incidente di Zarco è stato causato dall’eccessiva velocità che si ha per arrivare alla prima curva, dove il risucchio della scia di quello davanti purtroppo può capitare ed è facile perdere i riferimenti, si somma anche il fatto che in gara-1 è stato molto aggressivo e chi parte aggressivo è facile che incappi in errori.”
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