Un’attesa lunga 14 anni: Ogura riporta (finalmente) il Giappone sul podio in MotoGP

Il pilota Trackhouse ha posto fine al lunghissimo digiuno che durava da Valencia 2012. E visto il potenziale di Ai e dell’Aprilia, la vittoria potrebbe non essere così lontana

Alessandro Di MoroAlessandro Di Moro

Pubblicato il 12 maggio 2026, 09:48

A Le Mans sono arrivati diversi risultati storici, tra i quali spicca ovviamente il primo podio monopolizzato dalle Aprilia in MotoGP. Tra i piloti arrivati in Top 3 in sella alle RS-GP c’è stato anche Ai Ogura, il quale ha posto fine ad un digiuno durato la bellezza di 4927 giorni. Prima del suo terzo posto in Francia, l’ultimo giapponese ad ottenere un podio in top class era stato infatti Katsuyuki Nakasuga con la Yamaha nel particolare Gran Premio di Valencia del 2012; un’attesa decisamente lunga per uno dei Paesi più importanti dell’intero panorama motociclistico mondiale.

D’altronde, Ai Ogura rappresenta uno dei pochissimi talenti del Sol Levante in grado di arrivare al massimo livello negli ultimi anni e il podio ottenuto domenica non è stato il primo traguardo raggiunto dopo un lunghissimo stop, essendoci già riuscito due anni fa in occasione del titolo mondiale in Moto2. Quello del 2024 è stato il primo mondiale vinto da un giapponese da quello di quindici anni prima, ottenuto da Hiroshi Aoyama nel 2009 in 250. E ora il prossimo tabù da sfatare riguarda la vittoria in classe regina, che manca dal 2024; visto il potenziale di Ai e dell’Aprilia, tale risultato potrebbe non essere così lontano.

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Ogura: “Prima o poi avrò la possibilità di vincere”

Al momento sono veloce e sono sicuro che prima o poi possa arrivare anche la possibilità di vincere una gara”, ha detto il giapponese dopo il podio ottenuto in Francia evidenziando quello che al momento è il suo punto debole. “Il metodo di lavoro in Trackhouse è ottimo e stiamo lavorando bene, ma abbiamo nel time attack il nostro punto debole. Quando dobbiamo sfruttare il giro singolo, come nelle Practice o in qualifica, non riusciamo ad essere incisivi come gli ufficiali. Ho comunque fiducia nei miei mezzi, prima o poi miglioreremo”.

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