GP Spagna, Di Giannantonio: "Lo sviluppo della Ducati è andato in direzione di Marquez, io devo fare l’opposto”

Fabio spiega: “Io e Marc abbiamo due stili di guida diversi, quindi mi servono cose differenti. Tra noi piloti con la GP26 non siamo allineati, ma la Ducati è una super moto e ho fiducia”

Gianmaria RosatiGianmaria Rosati

Pubblicato il 23 aprile 2026, 17:17

La MotoGP sbarca a Jerez, con Fabio Di Giannantonio primo pilota Ducati in classifica generale, nonché unico pilota di Borgo Panigale ad aver finora calcato il podio domenicale. Ragioni per le quali il romano arriva in Spagna motivato e carico, anche se Aprilia fa paura e Ducati deve recuperare.

“Sicuramente gli ingegneri hanno avuto tanto tempo per analizzare i nostri commenti - apre Fabio - alla fine però i weekend di gara sono particolari ed è difficile portare qualcosa di molto innovativo, quindi saremo più focalizzati su questo nel test di lunedì, che è una bella occasione a tal proposito. Non siamo andati così male come Ducati nelle prime tre gare, anche se Aprilia è migliorata molto: siamo della partita come velocità, e ora che si torna in Europa qualcosa può cambiare. Voglio dare fiducia a Ducati”.

Come hai passato questa pausa?

“Avevo qualche dolore alla spalla dopo gli incidenti di Brasile e USA, così ho fatto qualche esame ed è emerso che ho un piccolo pezzo rotto, ma non è nulla di particolarmente preoccupante. Non mi dovrei operare, almeno non al momento. Ho cercato di rimettermi in forma e rilassare la mente in queste settimane, per il resto ho fatto cose normali”.

Quest’anno sei nettamente migliorato per quanto concerne il giro singolo. Cosa è cambiato?

“La moto è migliorata dall’anno scorso, e l’assetto che sto usando mi permette di essere più forte dal punto di vista della velocità pura. Allo stesso però per come è stato lo sviluppo dell’ultimo anno e mezzo stiamo perdendo un po’ di gestione della gomma posteriore, quindi riesco ad essere veloce ma meno conservativo, cosa che in cui ero forte. Stiamo lavorando per questo non Ducati”. 

 

Di Giannantonio, la GP26, Marquez e lo sviluppo

Voi quattro piloti con la GP26 siete allineati dal punto di vista della strada tecnica da prendere?

“Non proprio, anzi direi di no”.

Bagnaia soffre l’usura delle gomme, mentre Marc fatica con le gomme nuove. Qual è la tua situazione?

“Credo che dall’anno scorso lo sviluppo sia andato in direzione di Marc, ed anche per questo gli altri piloti Ducati hanno un po’ sofferto. Il mio stile di guida è opposto rispetto a quello di Marc, e se provo ad avvicinarmi al suo non sono veloce, e sento di avere moto con la quale mi trovo a mio agio. La Ducati è una super moto, quindi dobbiamo lavorare, ma andando in una direzione opposta rispetto a Marc. In generale il punto fondamentale da considerare è l’anteriore”.

In compenso sei un uomo mercato. Come vivi la cosa?

“E’ una cosa bellissima per un pilota, ma la competitività che sto mostrando quest’anno è così esaltante che non voglio distrarmi con queste cose. Pago bene il mio manager per occuparsi di queste cose (sorride ndr): io mi occupo del presente, almeno fino a quando non avrò i fogli sul tavolo”. 

 

 

 

 

 

 

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