La MotoGP sbarca a Jerez: Aprilia per continuare a volare, Ducati per rialzare la testa

Inizia dallo storico tracciato andaluso il capitolo europeo del campionato, dove nessuno ha più scuse. Bezzecchi vuole continuare il suo trend positivo, ma Marquez è chiamato a reagire 

Gianmaria RosatiGianmaria Rosati

Pubblicato il 21 aprile 2026, 15:36

È proprio il caso di dirlo: finalmente si riparte. Dopo la lunga (e forzata) pausa di tre settimane, paragonabile soltanto a quella estiva che fungerà da spartiacque all’interno della stagione, la MotoGP è pronta per tornare in pista a Jerez, per quel tanto atteso sbarco in Europa tirato spesso in ballo sia da chi finora ha festeggiato che da chi ha dovuto fare i conti con qualche intoppo.

Nella prima categoria rientra ovviamente l’Aprilia, che mai come quest’anno si approccia alla lunga campagna continentale con la convinzione di poter costruire qualcosa di grande. Quattro delle sei gare disputate finora – contando anche le Sprint – sono state infatti firmate da piloti Aprilia, con Marco Bezzecchi in grande spolvero e in generale con una RS-GP sempre sul podio anche quando il romagnolo è caduto nelle corse brevi.

Proprio dal riminese, leader del campionato, riparte la MotoGP: Bezzecchi è imbattuto nelle gare lunghe nonostante tre fine settimana diversi tra loro. Marco, infatti, ha vinto anche quando non partiva con lo status di favorito, costruendo la propria prestazione domenicale un passo alla volta. Un andamento che lo rende un serio candidato al successo anche a Jerez, dove ha raccolto meno di quanto sperato: l’unico podio in MotoGP risale paradossalmente alla stagione 2024, la più complicata della sua avventura nella classe regina.

Aprilia, i ricordi di Jerez e le necessità di Ducati

Tuttavia proprio in Spagna lo scorso anno l’Aprilia aveva conosciuto la prima svolta, non in gara ma nei tradizionali test del lunedì. Quest’anno non sarà necessario inseguire uno step tanto evidente poiché oltre a Bezzecchi la Casa di Noale – che in Andalusia schiera anche il collaudatore Lorenzo Savadori – può finalmente puntare forte sullo stesso Jorge Martin, ancora a caccia del primo podio domenicale sul circuito Angel Nieto, dato che in quel 2024 chiuso da campione finì a terra, lasciando il proscenio al memorabile duello Pecco Bagnaia-Marc Marquez.

Martin ha ritrovato la costanza e gli sprazzi di quel killer instinct necessario per vincere, come ha fatto nella Sprint di Austin. Un nuovo successo Aprilia, anche in terra europea, farebbe vacillare i tentativi di pretattica di Massimo Rivola (una “difficoltà” che il CEO affronterebbe volentieri), così come un’altra domenica senza podio farebbe ulteriormente alzare la temperatura all’interno del box ufficiale Ducati, che a Jerez vive quasi una prova del nove. 

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