MotoGP, Pol Espargaró: "Márquez e Acosta insieme? Ducati avrà un futuro brillante"
Valentino Aggio
Pubblicato il 15 aprile 2026, 11:54
L'inizio sorprendente di Aprilia, le inaspettate difficoltà di Ducati e la maturazione di Pedro Acosta. Tre temi dell'inizio 2026 di MotoGP che una figura veterana del paddock come Pol Espargaró ha sviscerato in un'intervista ai colleghi spagnoli di “Mundo Deportivo”.
I valori in campo: “Aprilia? Si poteva intuire dal 2025”
Le tre vittorie in altrettanti Gran Premi di Aprilia con Marco Bezzecchi non ha sorpreso più di tanto Pol Espargaró: “Già lo scorso anno si poteva intuire che questa sarebbe stata una stagione ottima per loro. Allo stesso tempo, però, non mi aspettavo una Ducati così debole. Credo siano questi i temi più interessanti di questo inizio”.
La domanda va poi fatta anche per quanto riguarda KTM, dato che Espargaró continua nel suo ruolo di tester anche in questa stagione con il preciso obiettivo di portare in pista una moto più che competitiva in vista del nuovo ciclo regolamentare. “Noi siamo leggermente più deboli di quanto mi aspettassi: abbiamo fatto un passo in avanti soprattutto con Pedro Acosta, però manca ancora qualcosa per arrivare a Ducati. A volte è stata la velocità di punta, altre la trazione”. Non è ancora detta l'ultima parola, dato che in Europa comincerà una nuova stagione: “A Jerez si vedranno i veri potenziali delle varie Case”.
Situazione Márquez: “Non ha avuto tempo per recuperare”
Espargaró è stato protagonista in prima persona di diversi infortuni piuttosto gravi durante la sua lunga carriera in MotoGP. Per questo la sua è un'opinione privilegiata sulla situazione di Marc Márquez, ancora non del tutto recuperato dalla caduta del GP d'Indonesia 2025. “Ha avuto un inverno piuttosto corto, dato che non ha potuto allenarsi a pieno regime a causa della lesione. Ciò che spesso non viene considerato è tutto ciò che c'è intorno all'osso o il muscolo infortunati: serve del tempo per recuperare che Marc non ha avuto”.
Lo spostamento del Gran Premio del Qatar, in questo senso, ha fatto bene al campione del mondo in carica. “Sicuramente Marc ha potuto allenarsi, cominciando il lungo processo di recupero del tono muscolare. Ha sempre avuto una muscolatura piuttosto importante, ben fatta, strutturata”.
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