MotoGP, Forcada: “Con Lorenzo non era difficile lavorare, la convivenza invece...”

Capotecnico del maiorchino per ben nove anni, lo spagnolo ha raccontato qual è stato il segreto dietro le vittorie di Jorge e la sua grande qualità come pilota
MotoGP, Forcada: “Con Lorenzo non era difficile lavorare, la convivenza invece...”
© Goldandgoose

Serena ZuninoSerena Zunino

Pubblicato il 15 aprile 2026, 11:53

Nella insolita veste di cuoco, Ramon Forcada ha registrato una puntata del podcast di Jorge Lorenzo Duralavita. Mentre era ai fornelli ha raccontato alcuni aneddoti su quando ha lavorato con vari piloti come John Kocinski, Alex Barros e ovviamente Jorge Lorenzo. Con il maiorchino ha vinto tre titoli di MotoGP, negli anni 2010, 2012 e 2015, ma non era tutto rose e fiori.

Forcada spiega perché Lorenzo ha vinto così tanto

Forcada ha ammesso: “Con Jorge non era difficile lavorare, anzi, ma convivere con lui era un’altra cosa. C’era una grande differenza tra il Jorge pilota e il Jorge persona, a livello umano”. Lavorativamente parlando però aveva una dote molto importante, che gli ha permesso di raggiungere i risultati che ha ottenuto: “Jorge aveva una qualità molto buona come pilota, per questo ha vinto tanto. Lui sapeva esattamente quello di cui aveva bisogno per andare veloce. Ti diceva ‘se fai in modo che la moto possa migliorare la frenata in questa curva, vinco la gara’. Sapeva perfettamente perché era veloce o perché non lo era, e non tutti hanno le cose così chiare in testa. Lui era molto sensibile”.

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"Seguire Lorenzo in Ducati? Sarebbe stata una scelta controcorrente"

La loro collaborazione è durata nove anni, ovvero le nove stagioni che il maiorchino ha passato in Yamaha, dal 2008 al 2016. Poi Lorenzo ha accettato la sfida Ducati e Forcada racconta: “C'era la possibilità di seguirlo, avevo parlato con Ducati, ma era una scelta un po' controcorrente. Ducati lavora solo con le persone che lavorano poi in azienda e a me questo non interessava. Anche Ducati preferiva continuare con il proprio nucleo di persone. Basta pensare a Marc Marquez, è andato lì portando con sé solo un meccanico. Questo è il sistema Ducati, che è una Casa piccola. Non è come una famiglia, ma quasi. Quindi andare lì sarebbe stato un po' come forzare le cose”.

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