MotoGP, Ducati al bivio: Jerez fondamentale per ricucire su Aprilia

Borgo Panigale non mette nemmeno un pilota sul podio anche ad Austin: è la seconda volta in tre GP. A Jerez un weekend spartiacque: i test potrebbero aiutare

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 30 marzo 2026, 15:21

Si è parlato fin troppo della carcassa portata da Michelin sia in Thailandia che in Brasile, una specifica che ha avvantaggiato la Aprilia RS-GP nei due appuntamenti inaugurali del 2026 di MotoGP. Negli Stati Uniti, però, si è tornati alla normalità per quanto riguarda le gomme: chi si aspettava un ritorno in pompa magna di Ducati, però, è rimasto deluso.

Ducati ancora lontana da Aprilia

Le classifiche parlano chiaro: Ducati non ha portato nemmeno una moto sul podio del Gran Premio domenicale, con l'unica eccezione di Pecco Bagnaia nella Sprint. Non era successo per 88 GP consecutivi prima della Thailandia, mentre ora questa statistica si è ripetuta. Merito di Aprilia o demerito di Ducati? Probabilmente entrambi: la Desmosedici, a detta di Bagnaia e Fabio Di Giannantonio, soffre molto nella gestione della gomma posteriore. Questo è dato da un avantreno poco efficace, che non permette stabilità ai piloti in fase di staccata, con conseguenze anche in accelerazione. Conseguentemente, la gomma posteriore si usura prima: per informazioni chiedere a Bagnaia.

Márquez ancora lontano dal 100%, Ducati si affida a Diggia

Nemmeno nel “suo” COTA Marc Márquez è riuscito a tornare quello visto nel 2025. Il catalano è stato protagonista (colpevole) del contatto al via della Sprint con Fabio Di Giannantonio: caduta e penalità di un Long Lap Penalty per il campione del mondo. Domenica, al fronte di un passo piuttosto buono, il #93 ha comunque chiuso il GP al 5° posto. “Marc è ancora lontano dall'essere al 100%” sono le parole di Davide Tardozzi al termine del weekend statunitense: proprio per la completa guarigione del nove volte iridato passerà buona parte del 2026 di Borgo Panigale.

Ancora una volta, al termine del weekend la prima Desmosedici sotto la bandiera a scacchi è quella di Fabio Di Giannantonio: è un tre su tre per il romano del Pertamina Enduro VR46 Racing Team, 6° a Buriram e 3° a Goiania prima di chiudere appena al di fuori dal podio. Per “Diggia” una solidità di risultati in gara che fa il paio con le due pole position consecutive. Convincente solamente a sprazzi, invece, Pecco Bagnaia: il ducatista ha perso la Sprint solamente all'ultimo giro contro la moto che guiderà nel 2027, attualmente tra le mani di Jorge Martín. Un'usura anomala della gomma posteriore, nel Gran Premio, non ha permesso al torinese di poter essere competitivo negli ultimi passaggi, passando velocemente dalla top 5 al 10° posto. 

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