MotoGP, Marini: “Ad Austin ha funzionato tutto dal primo turno, ma non basta ancora”

Il pesarese è stato l’unico pilota alla guida della Honda ad aver centrato direttamente la Q2 con il nono miglior tempo, ma avverte: "Aprilia e Ducati domani faranno uno step"

Serena ZuninoSerena Zunino

Pubblicato il 27 marzo 2026, 23:08

Il Gran Premio delle Americhe, sul circuito di Austin, è cominciato con il piede giusto per Luca Marini, che nel turno delle practice ha centrato il passaggio diretto alla Q2. Il pesarese ha firmato il nono miglior tempo in 2’01.494, a mezzo secondo dalla vetta dove troviamo Marc Marquez con la Ducati. Il suo turno si è concluso con un rischio caduta, cancellando di fatto il buon giro fatto fino a quel momento, e a Sky ha scherzato: “Mi sono giocato un jolly, ma se non ci fosse stato bisogno di tirarlo fuori, sarebbe stato meglio…!”

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Un buon inizio in Texas per Marini

Qua ha funzionato tutto dal primo turno di libere”, ha poi continuato per raccontare questo suo venerdì positivo. Uno dei motivi riguarda la gomma: “Con questa carcassa al posteriore ci troviamo molto meglio soprattutto in inserimento. La moto funziona in maniera normale e questa è la carcassa che usiamo tutto l’anno. Abbiamo provato varie cose, alcune sono andate meglio, altre peggio. Alla fine sapevamo che il potenziale era quello di stare nei primi 10 e sono convinto che domani mattina dobbiamo fare un passo in avanti. Solitamente Ducati lo fa sempre, me lo aspetto anche da Aprilia. Non basta ancora”.

La novità del forcellone in carbonio: Marini dice la sua

Nella sua parte di box per questo appuntamento è arrivato un forcellone nuovo in carbonio, sul quale però non si sbilancia: Va un po’ meglio, ma ci dobbiamo lavorare. È un primo step, una prima versione e stiamo aspettando un passo un po’ più grande sempre nella stessa direzione. Stiamo cercando più grip. Questo forcellone ci aiuta nel momento in cui rialziamo la moto, sembra avere più di trazione. Per adesso lo teniamo e dobbiamo cercare di lavorarci ancora per sistemare la moto, anche con l’elettronica".

Marini spiega da cosa derivano le buone sensazioni

Questo primo buon risultato è frutto di un paio di fattori messi insieme: “Siamo tornati alla gomma posteriore standard e questa pista mi piace, sono sempre andato abbastanza forte qui. Sicuramente nel primo pezzo del tracciato la moto è molto agile, ma non siamo comunque i più veloci nel settore 1. C’è ancora da migliorare. È abbastanza facile sicuramente da guidare. Quando giri sul 2’03 la moto ti parla, ti capisce, quando c’è da fare 2’00.8 è un po’ più difficile”.

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