MotoGP: Pecco Bagnaia inciampa in Brasile e vede lo spettro della scorsa stagione

Dopo un inverno di test incoraggiante, l'alfiere della Ducati ha compiuto un relativo passo indietro rispetto alle aspettative iniziali, accendendo un campanello d'allarme già visto in passato
MotoGP: Pecco Bagnaia inciampa in Brasile e vede lo spettro della scorsa stagione
© Luca Gorini

Francesco AllevatoFrancesco Allevato

Pubblicato il 24 marzo 2026, 15:29

L’inizio del 2026 di Francesco Bagnaia somiglia più a un campanello d’allarme che a una semplice fase interlocutoria. I segnali arrivati dalle prime due tappe stagionali, tra Buriram e Goiania, raccontano di un pilota ancora lontano dalla continuità e dalla solidità che avevano caratterizzato le sue stagioni migliori, con due noni posti nel round inaugurale thailandese, una Sprint sofferta in Brasile e poi la caduta in gara mentre cercava di restare agganciato alla sesta posizione.

Eppure, fino a poche settimane fa, la sensazione era completamente diversa. Nei test invernali Bagnaia aveva mostrato una confidenza crescente con la GP26, apparendo in alcune circostanze persino più incisivo di Marc Marquez, lasciando intravedere una moto più cucita su misura rispetto alla GP25 e un feeling ritrovato soprattutto in fase di ingresso curva e gestione del passo gara. Tutto sembrava indicare l’alba di una rinascita, o quantomeno l’inizio di un percorso di ricostruzione dopo le difficoltà della passata stagione.

Le "nuove" difficoltà di Bagnaia

La realtà della pista, però, ha finora raccontato altro. I risultati fin qui ottenuti riportano Bagnaia dentro una zona grigia che ricorda situazioni già vissute. Non è tanto la caduta di Goiania a preoccupare, quanto l’incapacità di restare stabilmente nelle posizioni che contano e di avvicinarsi al podio con continuità. Un dato su tutti pesa come un macigno: tralasciando i cinque zeri consecutivi della scorsa stagione, Bagnaia non sale sul podio e non si avvicina realmente alle prime posizioni dal Gran Premio del Giappone dello scorso anno, un digiuno troppo lungo per un pilota abituato a lottare per il titolo. Il problema, adesso, sembra essere più mentale e di fiducia che puramente tecnico, come invece appariva nella scorsa stagione. La GP26 ha dimostrato di avere potenziale, e lo stesso pilota di Chivasso l'ha più volte sottolineato, caricando su di sè quasi tutte le colpe.

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