MotoGP, Aprilia spaventa Ducati: inizio stagione da record
Bezzecchi (alla quarta vittoria di fila) e Martín fanno doppietta a Goiania e la casa di Noale lancia il guanto di sfida a Borgo Panigale confermando le ambizioni da titolo

William Toscani
Pubblicato il 22 marzo 2026, 21:31 (Aggiornato il 24 mar 2026 alle 09:49)
La stagione 2026 della MotoGP si apre con un’Aprilia sorprendentemente (o quasi) competitiva, confermando quanto di buono mostrato nella seconda metà del 2025 e inaugurando un nuovo capitolo di sfida tecnica e sportiva contro la dominatrice Ducati. Nei primi GP dell’anno — Thailandia e Brasile — la RS GP si è rivelata una moto concreta e versatile, capace di dominare i primi due appuntamenti “lunghi” stagionali (quattro consecutivi se consideriamo anche Portimao e Valencia 2025) e confermare la crescita tecnica che il team di Noale ha perseguito negli ultimi anni.

Aprilia e il passaggio da Albesiano a Sterlacchini
Se si guarda al recente passato, il confronto tra le ultime stagioni evidenzia tendenze interessanti. Durante il periodo di Romano Albesiano come responsabile tecnico, la RS GP mostrava una competitività più marcata e in crescendo nella prima parte di stagione, con Aleix Espargarò e Maverick Vinales veloci sin dai primi GP, ma poi c'era una certa tendenza a calare nella seconda metà dell’anno, pagando la mancanza di continuità e alcune difficoltà nella gestione delle gare più lunghe e del degrado gomme. La moto, pur veloce e bilanciata, non riusciva a mantenere costante il livello prestazionale, lasciando spesso spazio ai rivali, soprattutto Ducati.
Con l’arrivo di Fabiano Sterlacchini, il trend sembrava quasi invertito: Aprilia ha iniziato la stagione in maniera più “cauta”, con risultati non sempre all’altezza nelle prime gare, ma ha mostrato un progressivo crescendo nella seconda metà dell’anno. Questo andamento è stato influenzato anche da fattori di organico: il cambio tecnico, di piloti e gli infortuni di Jorge Martín (l'ex campione del mondo ha iniziato la stagione in ritardo e ha fatto il suo ritorno in gara solo al GP del Qatar, mancando poi – sempre per infortunio - Mandalika e Portimao sul finale di stagione e ritiratosi poi la domenica di Valencia), hanno lasciato Bezzecchi come unico riferimento stabile, consentendogli comunque di costruire fiducia e adattarsi alla moto, mentre Martín ha recuperato solo parzialmente mancando nella fase finale.
Aprilia 2026: continuità e prestazioni in gara in crescita
Il 2026, tuttavia, mostra un contesto molto più equilibrato e favorevole per la Casa veneta: Bezzecchi e Martín partono entrambi “pronti”, senza infortuni pregressi (nel caso di Jorge), e hanno potuto affrontare la stagione sin da questi primi GP con piena continuità e maggiore feeling con la moto. Il risultato è visibile: doppietta Aprilia in Brasile, prestazioni alte già in Thailandia con Bezz vittorioso e quattro RS-GP nelle prime cinque posizioni in gara lunga, a dimostrazione di un team che ha saputo dare continuità ai cicli precedenti e ottimizzare preparazione, gestione piloti e strategia tecnica.
Il confronto con Ducati resta inevitabile. Nonostante alcune difficoltà nei primi GP, la Desmosedici rimane una delle moto più concrete, e Marc Márquez ha confermato di essere uno dei favoriti assoluti per il titolo. La sua vittoria nella Sprint Race brasiliana ha ricordato come l’esperienza e la capacità di gestione della gara restino fattori decisivi. La combinazione tra moto e pilota capace di estrarre il massimo in ogni condizione rende Ducati un avversario difficile da superare, anche se a Noale sembrano aver finalmente trovato il ritmo per competere testa a testa, almeno in questa fase iniziale di stagione.

Una sfida aperta e avvincente per i tifosi italiani
In sintesi, la RS GP 2026 rappresenta l’evoluzione naturale di un progetto cresciuto nel tempo: dalle prime stagioni con alti e bassi, passando per il miglioramento graduale, fino a un team che ora sembra in grado di combattere costantemente per la vittoria. La vera differenza rispetto al passato è la continuità: due piloti completi e motivati, una moto più stabile e la capacità di convertire la competitività in prove e qualifiche in risultati concreti in gara. Se Ducati e Márquez restano una minaccia più che concreta, Aprilia dimostra di essere pronta a giocarsi la partita, aprendosi la possibilità di un mondiale più equilibrato e combattuto. E questo - diciamolo - per la gioia dei tifosi delle moto italiane. Rosse o Nere che siano.
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