MotoGP, Zaffelli (Dromo): “Adelaide non sarà un vero circuito cittadino” | ESCLUSIVA
Pubblicato il 10 marzo 2026, 10:19
Dall’annuncio del nuovo GP ad Adelaide al posto di Phillip Island come appuntamento australiano del Motomondiale, sono stati numerosi i dubbi sorti nella testa degli appassionati. Uno tra tutti è quello legato alla sicurezza di un circuito cittadino, ma proprio per questo abbiamo chiesto il parere di Jarno Zaffelli, che con la sua Dromo ha lavorato a numerosi tracciati tutt’ora utilizzati dalle due e dalle quattro ruote e ci ha fornito importanti dettagli a riguardo, evidenziando come (esattamente come accaduto con Mandalika) non si tratterà realmente di uno stradale, ma di una pista permanente con tutti gli standard di sicurezza del caso i cui dubbi riguardano più che altro le tempistiche dei lavori da effettuare.
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Zaffelli: “Adelaide conferma la volontà di portare le gare nei centri urbani”
Nelle ultime settimane si è parlato molto dell’approdo della MotoGP ad Adelaide e tanta gente ha mostrato scetticismo nei confronti di un circuito cittadino per via dell’eventuale mancanza di sicurezza. Qual è il tuo punto di vista da progettista?
“I circuiti cittadini dividono sempre chi li ama da chi li odia, non a caso c’è una grande fetta di appassionati che adora il Tourist Trophy sull’Isola di Man e altri che invece vorrebbero che non si disputasse più. Quello, così come altri come Frohburg in cui purtroppo è scomparso Luca Salvadori, sono veri circuiti cittadini e hanno poco a che vedere con le piste in cui corre la MotoGP, definite “ad impatto zero”, ovvero in cui il rischio di arrivare a toccare le barriere in una caduta normale è pressoché nullo. Per questo non credo che nel 2027 ad Adelaide si correrà in uno scenario “da cittadino”. La vera sfida non è tanto costruire un cittadino, ma progettare un circuito che mantenga standard di sicurezza MotoGP pur in un contesto urbano”.
L’arrivo di Adelaide in calendario è frutto della nuova proprietà della MotoGP? C’è chi ha storto il naso soprattutto per l’addio di Phillip Island.
“Adelaide sembra confermare una tendenza a portare le gare più vicino ai grandi centri urbani. Dopo l’acquisizione da parte di Liberty Media c’era già chi iniziava a pensare che avrebbero preso la stessa direzione di F1. Phillip Island resta probabilmente la pista più amata del mondiale forse perchè il tracciato con la velocità media più alta in assoluto tra quelle in calendario. Roba da veri duri”.

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“Il concept di Adelaide ricorda quello di Mandalika”
Si può parlare realmente di circuito cittadino nel caso di Adelaide?
“Il circuito proposto per il GP ad Adelaide è stato etichettato immediatamente come un cittadino, ma il concept proposto, per ora, pare ricordare quello di Mandalika, ovvero un circuito permanente a tutti gli effetti, situato però in un parco cittadino. Più che definirlo un circuito cittadino, forse dovremmo definirlo un circuito permanente in mezzo alla città”.
Quali potrebbero essere le difficoltà che il progetto potrebbe incontrare?
“Al momento il dimensionamento delle vie di fuga necessarie a quel layout metteranno a dura prova i tempi standard del processo partecipativo australiano, visto che occorre molto lavoro ed una serie di iterazioni che richiedono tempo per ottenere i nulla osta. Al momento vorrebbero correre già a novembre del 2027, non è impossibile ma è sicuramente una sfida. Per rendere l’idea basta prendere in esame il circuito di Madrid su cui correrà la Formula 1 a settembre di quest’anno, ove abbiamo iniziato i progetti nel Gennaio 2023 e il solo processo autorizzativo ha richiesto circa 10 mesi. Storicamente i cittadini nascono più velocemente solo in posti in cui c’è un processo meno partecipativo nel sistema di governo. Vedremo, tifiamo per loro”.
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