La MotoGP verso Goiania: le nuove vie di fuga saranno sufficienti per i 350 Km/h?
Pubblicato il 4 marzo 2026, 10:55
L’Autodromo Internazionale Ayrton Senna di Goiania, dove si corse tra il 1987 e 1989, riaccoglierà il Motomondiale dopo i molti lavori sulla pista che hanno caratterizzato soprattutto le strutture, il manto d’asfalto e le vie di fuga del tracciato brasiliano.
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A distanza di 22 anni dall’ultima volta, la MotoGP tra poche settimane tornerà in Brasile. Il Motomondiale non tornerà sulla pista di Rio de Janeiro che ha ospitato le ultime edizioni del Motomondiale fino al 2004 ma sull’Autodromo Internazionale Ayrton Senna di Goiania. Una pista molto veloce di soli 3.835 metri (la seconda più corta dopo il Sachsenring) con un lungo rettilineo di oltre un chilometro che porterà le MotoGP a sfiorare i 350 km/h. I lavori sulla pista hanno riguardato soprattutto le strutture, completamente rinnovate e ora adeguate agli standard della MotoGP. Se inizialmente si era parlato di una pista che avrebbe subito delle modifiche, alla fine il tracciato è rimasto il medesimo che nel 1989 vide trionfare Kevin Schwantz davanti a Eddie Lawson e Wayne Rainey. L’attuale record della pista è del californiano Lawson in 1’26”980 a una media oraria di circa 159 km/h. Una pista velocissima dunque che le moderne MotoGP, su un asfalto completamente nuovo probabilmente percorreranno in circa 1’15”, per una media oraria di 185 km/h, molto simile a quella di Phillip Island.

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