Caos omologazioni a Buriram: il caso caschi al debutto della MotoGP 2026

Il nuovo standard FIMFRHPhe-02 imposto dalla Federation Internationale de Motocyclisme ha creato ritardi nelle certificazioni, costringendo alcuni piloti a utilizzare caschi alternativi nel weekend thailandese
Caos omologazioni a Buriram: il caso caschi al debutto della MotoGP 2026
© Luca Gorini

Francesco AllevatoFrancesco Allevato

Pubblicato il 3 marzo 2026, 16:47

Il Mondiale 2026 di MotoGP è iniziato a Buriram con un problema inatteso che ha coinvolto direttamente alcuni protagonisti della classe regina: l’omologazione dei caschi. Una questione tecnica e burocratica che, a ridosso del primo weekend stagionale, ha costretto diversi piloti a utilizzare marchi differenti rispetto a quelli previsti dai rispettivi contratti. Alla base della vicenda c’è l’introduzione del nuovo standard FIMFRHPhe-02, reso obbligatorio dalla Federation Internationale de Motocyclisme a partire da questa stagione. Il regolamento prevede test d’impatto più severi e controlli specifici sul sistema di fissaggio della visiera, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente i livelli di sicurezza. Un passaggio importante, ma che ha messo in difficoltà alcune aziende produttrici, chiamate a ottenere l’omologazione per ogni singola taglia di casco.

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