MotoGP, Morbidelli: "Rossi il più forte di sempre. Nel 2015 Marquez giocò sporco"

"Quello che Valentino ha fatto per il nostro sport a Marc non è riuscito, in più ho delle riserve sul suo comportamento" dice l’italo-brasiliano ad As.com

MotoGP, Morbidelli: "Rossi il più forte di sempre. Nel 2015 Marquez giocò sporco"
© Luca Gorini

Marco PezzoniMarco Pezzoni

26 ago 2025

Appena rientrato dalla trasferta di Balaton Park nella quale è andato molto forte con un podio nella Sprint ed un sesto posto nella gara lunga di domenica, Franco Morbidelli si è concesso agli spagnoli di as.com per una lunga intervista nella quale ha toccato diversi temi, da Acosta a quello scottante del 2015.

Morbidelli su Pedro Acosta e le voci di mercato

Prima del rinnovo di contratto annunciato nel post gara di Balaton Park, la sella di Morbidelli in VR46 per il 2026 è stata l’oggetto del desiderio non solo di Pedro Acosta ma di tanti altri piloti, consci di poter essere più competitivi in sella ad una Ducati. “Ho sempre saputo – dice Morbidelli – che la mia posizione fosse la più ambita da tanti piloti. Non è solo un pilota a volere la mia moto ma è chiaro che questo pilota ha la chiara opportunità di prendere il mio posto perché è molto giovane, dieci anni meno di me, ha un Mondiale in più di me e promette molto con la velocità che ha in MotoGP. Tutte le moto che Acosta desidera è molto probabile che gli vengano date.”

Il rinnovo che verrà annunciato nelle prossime settimane ha messo fine a questa ridda di voci di mercato sulla seconda sella nel team VR46. “Non riuscivo a concentrarmi troppo su quanto questo fosse vicino alla verità. Durante il GP, non puoi pensarci. Il periodo più caldo è stato quello del Mugello e di Assen, quando voleva parlare in TV con l'immagine della VR46 alle spalle. Amo molto la mia moto, ma amo di più la squadra e questi colori, e se non posso dare alla squadra ciò che merita, e Uccio o Vale pensano che qualcun altro possa dare di più a questi colori di quanto possa fare io, non avrei problemi né serberei rancore.”

Franco Morbidelli sul rapporto con Rossi, la stagione di Alex ed Aldeguer, l’essere irruento e le difficoltà della vita

Nonostante la prima parte di stagione non sia stata all’altezza delle aspettative sue e del team (nonostante tutto due podi in gara e due nelle Sprint), Morbidelli ha cambiato rotta e da Silverstone ha inanellato una serie di buoni risultati, intervallati però dall’infortunio della Germania che gli ha fatto saltare anche Brno. “In questo primo anno e in questa prima metà dell'anno, è vero che non sono riuscito a dare alla squadra quello che volevo, ma allo stesso tempo so di aver dato tutto quello che potevo. Abbiamo visto Franky cadere molte più volte del solito e commettere più errori del solito, e questo perché ho cercato di trovare un limite che al momento non sono riuscito a controllare. Ma so che l'unica risposta è il duro lavoro, continuando a spingere insieme. Devo cercare di fare meno errori, prima di tutto, e ritrovare la velocità che avevamo prima dell'infortunio alla spalla in Germania.”

Sulla stagione di Alex Marquez e Fermin Aldeguer sulla sua stessa moto dice: “Le prime cose che mi passano per la testa non le posso dire (ride). Ma cerco di capire come ci riescono, di osservare l’evoluzione di entrambi e cerco di fare lo stesso.

Franco viene spesso additato come pilota molto scorretto in pista. Lui si difende dicendo: “È vero che mi piace combattere in pista, e non sono un pilota che fa un passo indietro quando è il momento di combattere. Forse faccio anche un passo avanti, è vero, ma cerco sempre di essere il più pulito possibile quando eseguo le manovre che faccio. Sicuramente alcune manovre sono molto al limite in molte bagarre, ed è vero che la maggior parte di quelle che ho eseguito sono state pulite e forti; ma è anche vero che ce ne sono state alcune che non sono venute così pulite, e danno più importanza a queste manovre che non a quelle pulite, e mi criticano per questo. Migliorare anche questo fa parte del mio lavoro. Voglio eseguire tutte le mie manovre nel modo più pulito possibile, mantenendo la mia natura, che è combattiva. Combatto duramente per la mia posizione.”

Sull’essere sempre calmo e felice ammette: “Beh, soffro e ho sofferto molto nella mia vita. Come tutti, credo. Ognuno di noi ha le sue sofferenze. Ho un'incredibile passione per quello che faccio e sono fortunato ad avere così tante persone intorno a me che mi amano. Inoltre, per gestire la sofferenza, ho quello stile brasiliano, è vero. Lo stile brasiliano aiuta molto a gestire la sofferenza che tutti possono provare. Può darsi che in un GP le cose non siano andate come volevo, ma tutti hanno cose che non li rendono felici, ed essere chiari sui punti fermi che si hanno sotto di sé aiuta molto ad affrontarle. Forse può sembrare che qualcosa di brutto non mi tocchi, ma ovviamente mi tocca, come tutti gli altri, solo che cerco di ricordare cosa è veramente importante nella vita, cosa c'è dietro di me che mi dà la forza di andare avanti e ricordare le cose che mi rendono quello che sono.

Poi aggiunge parlando delle sofferenze della vita: “Ciò che è successo a mio padre nel 2013 sono stati la sofferenza e lo shock più grandi della mia vita. È una cosa molto, molto difficile, ma posso dirti che è qualcosa che mi accompagna ancora oggi, ma che non mi scuote. Quando riesco a mettere da parte i punti fermi della mia vita, capisci che queste cose possono accadere, e che sono accadute, e che nonostante questo, bisogna andare avanti. Questa è la vita.”

Franco Morbidelli e quel 2015 ancora indigesto per Rossi

Nonostante fosse un pilota di Moto2, Morbidelli ha vissuto da dentro quello che è successo tra Valentino Rossi e Marc Marquez in quel 2015. “Considero Rossi il migliore della storia. Ma metto da parte un attimo la mia amicizia con lui. Marc ha 8 mondiali oggi e quando vincerà questo Campionato del Mondo ne avrà 9, come Vale. I loro numeri sono uguali e penso che sia Valentino che Marc possano essere considerati tra i tre o cinque più grandi della storia, in base ai loro numeri e al modo in cui li hanno ottenuti. Quello che ha fatto Marc è stato incredibile e di ispirazione, ma ho una riserva sulla sua grande gara, un pensiero non proprio positivo su un momento della sua carriera. Mi riferisco al 2015.

Poi aggiunge: “Quello che successe nel 2015 apre spazio ad una votazione: gente che sceglierà Marquez e gente che resterà con Rossi. Io resto dalla parte di Vale, Per il modo in cui l'ha fatto e per il tocco che ha dato a questo sport, che lo ha portato a un altro livello. Marc è brutale e fantastico, ma non ci è riuscito.”

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