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Mirko Colombi
23 ago 2025
Ottavo dei tredici giri Sprint. Marc Marquez riceve sul dashboard della sua Desmosedici un mesaggio a citare un concetto del genere: "Ehi, guarda che ti hanno pizzicato con le ruote fuori dai limiti consentiti. Hai tagliato una curva, adesso ti becchi un warning. Occhio, perchè se lo fai ancora, ti arriva una punizione". Questo l'unico patema provato dal tra poco nove volte iridato, vincitore per la tredicesima volta nella giornata di sabato.
Ci sono ancora tante anche in Ungheria: guardale in TV!
Nessun sorpàasso sferrato da Marc, scattato dalla Pole Position e fuggito verso l'ennesima Medaglia d'Oro. Che altro aggiungere? Ha fatto 13, il Marquez annoia come e più faceva Michael Doohan nei tempi (due) migliori: scappa, semina il panico e diffonde il tedio.
Nulla togliendo all'eccellente doppietta VR46: Argento per Fabio Di Giannantonio, Bronzo preso da Franco Morbidelli. Duo giallo fluo finalmente coeso e competitivo, italiani doppiamente premiati e protagonisti della breve corsa disputata in Ungheria.
Dove è finito Mister Secondo Posto? Alex Marquez, ormai da Gran Premi, è l'ombra del pilota che infastidiva un po' oil fratello Marc. Ottavo significa due punti, ma Fermin Aldeguer, rookie di categoria, è giunto quinto, alle spalle dell'ottimo Luca Marini, miglior Honda al traguardo.
Niente classifica mossa per Pecco Bagnaia. Tredicesimo il torinese, aiutato da guai altrui. Come se lui ne fosse esente. Marco Bezzecchi settimo, così così: ricordiamo la partenza dalla prima fila dello schieramento. Jorge Martin nono, ovvero, entrambe le Aprilia RS-GP a scrivere la Sprint del Balaton.
Fabio Quartararo ha sbagliato tutto. Nel tentativo di guadagnare posizioni, il francese è arrivato super lungo in staccat alla prima curva, centrando Enea Bastianini. Risultato: Yamaha M1 a terra insieme al numero 20, KTM RC16 numero 23 nelle retrovie, ma la cosa non era finita lì.
Poco più tardi il romagnolo ha abbattuto la Honda RC213 V di Johann Zarco, pilota LCR incluso. Sprint finita per entrambi. Scivolato Pedro Acosta, il quale si è rimesso però in piedi: l'ufficiale Orange ha concluso la contesa, seppur veramente arretrato.
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