MotoGP, spettacolare ma "da F1": occhio alle chicane del Red Bull Ring

Le secche e curve lente sono concepite per le auto: nel 2024 tante cadute, in particolare modo nella esse posticcia, inserita a spezzare il lungo rettilineo in cui Rossi e Vinales rischiarono grosso
MotoGP, spettacolare ma "da F1": occhio alle chicane del Red Bull Ring

Mirko Colombi Mirko Colombi

Pubblicato il 13 agosto 2025, 12:18 (Aggiornato il 13 agosto 2025, 12:02)

Il Gran Premio di Austria è ritenuto uno dei più spettacolari in assoluto. Incastonato tra i colli della Stiria, il Red Bull Ring offre la possibilità di ammirare le azioni dall'alto e da bordo pista, nella completezza dei 4326 di nastro asfaltato e riasfaltato volte e volte. Saliscendi, pieghe a destra e sinistra, lunghi rettilinei. Sembra esserci tutto, tra cui un certo tasso di pericolosità.

Vie di fuga insufficienti e inadeguate?
No, semmai le parabole: i piloti della MotoGP soffrono non poco, mettendo in luce le modifiche fatte negli anni. Le curve sono state ridisignate per le competizioni a quattro ruote, Formula 1 su tutte. In più, la chicane "posticcia", inserita per evitare si possa ripetere la (quasi) strage del 2021.

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Ben 41 cadute nella MotoGP edizione 2024

Rendiamo credito al computo stilato dal collega Peter Bom, in collaborazione con Mat Oxley: nella sola classe regina ben 41 incidenti registrati durante l'edizione 2024 del Gran Premio di Austria. Attenzione al dato, sul quale effettivamente si è riflettuto ripetutamente: la seconda chicane - destra in ingresso, sinistra in uscita - conta 19 cadute, per dinamica low side, perdita d'avantreno.

Quella modifica venne introdotta nel 2022 per tagliare in due la specie di rettilineo dapprima usato anche per le due ruote: ricordate cosa è successo nel 2021? Johann Zarco perse il controllo della sua Ducati, che andò a centrare la Yamaha di Morbidelli. La M1 continuò a ruzzolare, tornando in traiettoria: quel volo micidiale, sorvolò le teste di Valentino Rossi e Maverick Vinales. Inutile immaginare cosa sarebbe successo, in caso di contatto. 

La MotoGP detesta i 90 gradi

Anche le macchine si toccano al Red Bull Ring ma, come saprete, ruota-contro-ruota è un conto, carena-contro-carena un altro. Sempre che, appunto, un pilota non perda aderenza. in quel caso, nelle lente e strette curve austriache, registrare impatti e ritiri è facile e statistico. 

I prototipi a quattro tempi da 1000 centimetri cubi, estremamente sofisticati e alati, soffrono nei fraseggi, questo non è un segreto. Le pieghe della Stiria sono quasi tutte "a 90 gradi", mica intesa come temperatura, bensì del raggio di apertura. Basta una piccola imprecisione in frenata o una esitazione, da generare lunghi o scivolate.

La traiettoria percorribile si assottiglia, l'equilibrio è al limite, i propulsori lavorano a bassi regimi. Rimanere in piedi è quasi un'opera d'arte. Il rischio diminuisce quando il gruppo si distribuisce, ma nelle battute iniziali e in bagarre, cresce. 

 

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