MotoGP, Biaggi: “Con il ritiro di Rossi, è come se mi ritirassi io”
Max parla dei duelli condivisi con Valentino: "Averlo come avversario ha dato più lustro alle volte in cui l'ho battuto e il fatto che io duellassi con lui ha amplificato la sua importanza"

Pubblicato il 12 novembre 2021, 17:07 (Aggiornato il 12 novembre 2021, 23:59)
Max Biaggi ha ammirato le moto con cui Valentino Rossi ha conquistato nove titoli mondiali. Yamaha e Honda MotoGP, le Aprilia 125 e 250, rigorosamente due tempi, affiancate dalla NSR 500, prima cavalcatura con la quale il numero 46 ha lottato con il romano.
Da quella immagine, l'esplosione dei ricordi di Max: "Quando correvo in dueemmezzo - spiega ai microfoni di Sky - notavo spesso lungo la pit lane piloti con il braccio al collo e il gesso attorno a braccia e gambe. Compiere il salto da 250 a 500 metteva quasi paura, sebbene io mi ci trovassi bene già al debutto iridato. Poche persone potevano portarla al limite, solo qualcuno primeggiava, ecco perché incuteva timore e paura. Chi andava in 500 era considerato un eroe".
La differenza con gli altri modelli si sentiva: "La 500 ti livellava o demoliva - per lui non esistevano vie di mezzo - quando la guidai a Phillip Island, la moto si impennava addirittura in sesta marcia, tanto shockante fosse la potenza. Però, con soli due test completati, andai subito bene. Il mix 250 e gomme Dunlop era paragonabile a quello 500 pneumatici Michelin. Io andai forte, mi sentivo a mio agio in sella".
La carriera gli ha regalato sei mondiali vinti, quattro in 250 e due in Superbike. Le emozioni più grandi, tuttavia, sono relativa alla 500: "La curva di erogazione era micidiale, l'urlo del motore ti inebriava, la ruota posteriore che scivolava... difficilmente rivedremo certe dinamiche, difficilmente si rivivranno quelle sensazioni con le moto a quattro tempi".
Rivalità con Rossi e percorsi condivisi

Biaggi ha gareggiato per ventidue anni a livello internazionale, incrociando le linee con rivali forti e carismatici. Quando nel 2000 Rossi arrivò in 500, la competizione si alzò ulteriormente: "Aver avuto un avversario come Rossi - svela - ha dato più lustro alle volte in cui sono riuscito a batterlo. O viceversa, il fatto che io duellassi con lui, ha amplificato la sua importanza".
Essere connazionali ha accentuato toni e tensioni. Le foto di copertina e qui sopra ritraggono il 2001: "Da italiani, sentivamo ulteriormente la sfida. Ma anche gli altri piloti hanno contribuito a rendere la carriera di Rossi ancor più super: mi vengono in mente Casey Stoner, Marc Marquez. Nel mio piccolo, il percorso di Valentino è stato importante".
Ed ecco la dichiarazione più forte e bella di tutto l'articolo, abbozzata all'inizio, ora finalmente a spiegare il senso del pezzo: "Adesso Valentino Rossi si ritira, lo fa anche una parte di me. Sì, una parte di me si ritira con lui e questo mi fa provare dispiacere".
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