Valencia 2006, Troy Bayliss e la MotoGP: un addio con vittoria

Tornare in MotoGP da wild card, a 37 anni suonati, e vincere al primo colpo dopo un anno di assenza: è cio che riuscì a Troy Bayliss in quella torrida domenica di fine ottobre

Christian CaramiaChristian Caramia

Pubblicato il 7 aprile 2021, 16:03 (Aggiornato il 7 aprile 2021, 14:21)

Il Gran Premio della Comunità Valenciana 2006 è passato alla storia per un’impresa tanto leggendaria quanto irripetibile: stiamo parlando dell’incredibile successo ottenuto da Troy Bayliss, alla prima e unica apparizione in quella stagione in sella a una MotoGP.

Una vittoria che in pochi riescono a spiegarsi razionalmente ancora oggi, ma che trova giustificazione nel talento di un pilota generoso, sempre capace di buttare il cuore oltre l’ostacolo.

Chiamata last minute


È l’ottobre di un’annata che per Troy Bayliss si è già rivelata essere trionfale: l’australiano ha conquistato da pochi giorni il secondo Mondiale in Superbike, al suo ritorno tra le derivate di serie dopo l’esperienza nel Motomondiale.

Nel frattempo, la stagione della MotoGP volge al termine, con il circuito di Valencia teatro dell’ultimo atto della sfida tra Valentino Rossi e Nicky Hayden. Appuntamento al quale Sete Gibernau, compagno di box di Loris Capirossi, non può partecipare: è qui che a Borgo Panigale nasce l’idea di richiamare Troy, subito pronto ad accettare l’ennesima sfida della sua carriera.

Per il fenomeno di Taree si tratta di un ritorno in top class, una classe che in precedenza gli aveva riservato ben poche soddisfazioni, con soli 4 podi raccolti tra il 2003 e il 2005. Ma, questa volta, andrà in maniera molto diversa.

SBK, Bayliss spirito indomito: tagliate il dito, devo correre!

Niente paura


Sulla carta, tutto gioca a sfavore di Bayliss, che non guida una Desmosedici dal 2004, ora equipaggiata con gomme Bridgestone mai testate e totalmente diverse da quelle utilizzate in Superbike. Incognite che non spaventano Troy, capace di guadagnarsi il secondo posto in griglia durante le qualifiche del sabato alle spalle di Valentino Rossi.

Arriva la domenica ed è il momento della gara: dopo un warm up non brillante, Bayliss scatta benissimo alla partenza e si prende la testa della corsa. Il tutto, mentre Valentino Rossi arranca, cade, salutando ogni speranza iridata. Un regalo insperato per Hayden, che gestisce la sua gara alle spalle del gruppo di testa.

Ma lo spettacolo è tutto in testa alla corsa: Troy spinge, non curandosi di ciò che sta accadendo alle spalle, pensa a scrivere un'altra pagina della sua leggenda. Lo fa vincendo la gara valenciana, diventando l’unico pilota nella storia a vincere un GP in MotoGP e Superbike nel corso della stessa stagione. Un’impresa ancora imbattuta, una vera e propria rivincita nei confronti di chi ritiene i piloti SBK inferiori a quelli del Motomondiale.

Addio con vittoria


“È stato un fine settimana molto duro”, commenta Bayliss a fine gara. “È una vittoria speciale, perché ho iniziato con il progetto Ducati in MotoGP, insieme a Loris, e tornare con questo risultato è fantastico”.

Sarà l’ultima apparizione di Troy in MotoGP, prima di tornare in Superbike e conquistare il suo terzo e ultimo titolo mondiale nella stagione 2008. Anche lì l'australiano si ritirerà da vincente, grazie al successo ottenuto a Portimao nell’ultima tappa del campionato.

Perché a uno come Bayliss, l’eroe dei due mondi, il destino non poteva certo concedere un finale diverso.

SBK, Bayliss: “Oli? Sono nervoso come un papà normale”

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

GP Barcellona, Zarco: “Niente frattura al femore, i legamenti del ginocchio hanno ceduto”

“Ho una piccola frattura nella parte inferiore del perone” dice dall’ospedale di Barcellona il francese di LCR Honda

GP Barcellona, Bagnaia: “Terza partenza forzata, spero si presentino tutti in Safety Commission”

Il ducatista ha accusato un brutto colpo: "Mi fanno male polso e cervicale, forse non ero pronto per gareggiare. Non credo di meritarmi il podio, oggi avrei potuto fare 6°"