L'incubo di Dovi

Se la Honda cresce ancora, Marquez, che è già il più forte, rischia di essere inavvicinabile

 

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L'incubo di Dovi

Enrico BorghiEnrico Borghi

Pubblicato il 24 maggio 2019, 17:33

Sembrava una gara come tante, conclusasi con il predominio di Marc Marquez e della Honda, con gli italiani comunque protagonisti. Poi proprio gli italiani, quelli della Ducati, hanno espresso valutazioni su cui riflettere: Andrea Dovizioso è preoccupato, dopo aver scoperto che la Honda è andata più avanti di quanto non si aspettasse. E Marquez, che è già un fenomeno di suo, appare ora inavvicinabile. Il forlivese chiede, auspica, una reazione da parte della Ducati. Di fatto, siamo già a un punto cruciale della stagione. Quanto a Danilo Petrucci, non ha soltanto confermato le sensazioni di Dovi, ma è andato oltre, rendendo ancora più interessante l’argomento: anche se appare strano, la Ducati adesso insegue la Honda anche sul piano della prestazione pura. 

COSA VORRA' DIRE? - Non è per campanilismo, che ci soffermiamo su questo piccolo episodio, ma soltanto per capire. Stefan Pierer, CEO della KTM, uomo di corse e di business, ha detto: «Se seguiamo le orme di Ducati, finiremo per perdere. La KTM è coinvolta nelle corse per due motivi: in primo luogo per innovare, in secondo luogo per vendere motociclette». Perché, la Ducati ha altri scopi? Pierer ha accusato la Ducati di correre con mezzi che non hanno nulla a che fare con le moto che l’azienda vende. Ed è qui, che si fatica a capire: se parliamo di MotoGP, questa è un prototipo, e nessuno vende i prototipi; ma poi, la Ducati viene criticata per la ragione opposta, cioè per il fatto di gareggiare in SBK con una replica della MotoGP, almeno per quanto riguarda il motore. Meglio pensare al bel sesto posto di Pol Espargaró, con la KTM. Questo sì, non ha bisogno di spiegazioni.  

 

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