Telemetria e Marquez, due mondi paralleli
Lo spagnolo durante la gara di Valencia ha sfidato anche la forza di gravità, lo dimostra la telemetria mostrata da Honda

R.B.P.
Pubblicato il 23 novembre 2017, 12:48
In pista lui può tutto: cadere, rialzarsi e fare la pole position, arrivare lungo e rimanere in piedi nella ghiaia fino a tornare in pista, e anche cadere rimanendo in moto a 153 km/h. Stiamo parlando del campione del mondo Marc Marquez che anche quest'anno è riuscito a stupire con i suoi “effetti speciali”.
Un mago? Diciamo di si. Se ogni volta che lo guardiamo riesce a stupire sempre di più, nell'ultima gara a Valencia ha davvero toccato il fondo...in tutti i sensi!
La Honda, a campionato concluso ha mostrato la telemetria della caduta non caduta che Marquez è riuscito a fare durante la gara e che lo ha salvato da una possibile perdita del titolo (quando stava per cadere Dovizioso era ancora in lotta).
E “udite udite”, ha staccato 30 metri più tardi, è entrato in curva a 153 km/h e raggiunto un angolo di piega di 64°, portando la ruota anteriore a scivolare sull'asfalto per 50 metri!
IL GOMITO D'ORO – Nella concitazione del momento, mentre lui stava cadendo e arrivando lungo passando nella ghiaia in tranquillità come se stesse andando sull'asfalto, a nessuno è venuto in mente di pensare che dietro a questo miracolo potesse invece esserci una tecnica ben precisa, che Marc, da vero furbo quale è, ha provato e riprovato più volte durante le prove.
Tutto sta nel gomito, che il fenomento di Cervera sa sfruttare molto bene quando è in piega e che lo aiuta a rialzarsi anche quando tutto sembra perduto.
Durante la festa per il sesto titolo mondiale che i suoi fans gli hanno dedicato a Cervera, anche loro si sono accorti di quanto quel gomito valesse oro, dedicandogli così uno striscione con scritto: “quel gomito vale un mondiale, prenditene cura!”
Subito la risposta dello spagnolo: “il mio team mi aveva detto di non esagerare, ma non ce l'ho fatta è nel mio DNA, e il mio gomito mi ha salvato anche se mi ero visto molto vicino a terra.”
Volete chiamarla fortuna? Forse un po' ce n'è, ma si tratta soprattutto di tecnica, audacia e determinazione, caratteristiche che lo spagnolo rispecchia in pieno.
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