di Riccardo Piergentili
Jorge Lorenzo è stato il pilota più veloce ed era prevedibile. In rettilineo la Ducati di Andrea Iannone vola bassa, a quasi 350 km/h, ed anche questo era prevedibile. Maverick Viñales si conferma un pilota di vertice e questo è l'ultimo dato davvero prevedibile. Per il resto, al termine del primo turno di prove libere della MotoGP, le sorprese non sono mancate, come ad esempio l'ottima prestazione di Valentino Rossi, secondo a soli 267 millesimi di secondo dal compagno di squadra, che nei test era molto, molto più lontano. La prestazione di Rossi conferma il buon feeling tra le Michelin e la Yamaha, migliorata anche a livello di motore, dato che ora la velocità di punta consente a Lorenzo e Valentino di difendersi dagli attacchi degli altri, Ducati escluse.
LA HONDA ARRANCA - Si è parlato a lungo della crisi di Marc Marquez ma forse è più corretto parlare di una Honda in cerca della competitività. Bisogna ricordare che il weekend di gara è appena iniziato, però ci si aspettava una maggiore competitività delle RC213V dopo dei test sottotono. Ci sono diversi dettagli che devono essere oggetto di attenzione ed il tempo sul giro non è l'unico. Le Honda ufficiali sono sempre state moto velocissime in fondo ai rettilinei mentre ora anche il piccolo Pedrosa insegue la Yamaha di Rossi e Marquez ha la Suzuki di Viñales in scia. Insomma, le RC213V sembrano in difficoltà anche ora che bisognerebbe iniziare a fare sul serio. Sarà a causa dell'elettronica unica, a causa della quale la Honda ha dovuto rinunciare ad alcuni dei suoi vantaggi tecnologici, oppure le RC213V non "digeriscono" le Michelin?
SORPRENDENTE SUZUKI - La GSX-RR è sempre stata velocissima in curva ma pagava la mancanza di cavalli. Ora Viñales ha a disposizione una moto veloce e i risultati si vedono. L'iniezione di potenza avrebbe potuto mettere in crisi la ciclistica della Suzuki, invece sembra che il telaio e le sospensioni della GSX-RR siano in grado di funzionare bene anche con un motore più potente. Almeno... Viñales è in grado di portare la moto al limite, mentre Aleix Espargaró è decisamente più in difficoltà. Lo scorso anno i due spagnoli era abbastanza vicini, mentre ora, dopo un anno di gavetta, Viñales ha cambiato marcia. La domanda sorge spontanea: quanto è migliorata la Suzuki e quanto è migliorato Viñales?
MISTERI DUCATI - Sicuramente in gara le Ducati ufficiali faranno la differenza rispetto alle GP14.2, che sembrano come il buon vino; più invecchiano più migliorano. Iannone è stato il pilota Ducati più veloce ma il sorprendente Hector Barbera (veloce anche durante i test invernali) non è molto lontano dai primi tre. Al suo posto dovrebbe esserci Andrea Dovizioso, che invece naviga in nona posizione, a quasi 1" da Lorenzo. Durante l'inverno Dovizioso stava sviluppando la moto ma ora il tempo di collaudare è finito e contano i risultati. Restando in casa Ducati va segnalata la presenza di Danilo Petrucci, quindicesimo a circa 1"5 da Lorenzo e a 6 decimi di secondo da Scott Redding. Non è però questa l'analisi da fare. Petrucci è tornato in pista con una mano ancora malconcia e la notizia è che Danilo c'è; qualunque risultato otterrà sarà un successo.
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