Rossi: il mio segreto? L’umiltà

“Se ti siedi sugli allori e pensi ai mondiali vinti, tanto vale rimanere a casa”
Rossi: il mio segreto? L’umiltà

Pubblicato il 17 novembre 2014, 20:23

Valentino Rossi è soddisfatto. Ha concluso la stagione 2014 da vicecampione del mondo, insomma diciamo il primo degli “umani” dietro al fenomeno MM, Marc Marquez.  “Sono molto contento della mia stagione. Il bilancio è positivo, soprattutto per l’importanza che aveva per me: era la stagione chiave, dovevo decidere il mio futuro. Lo scorso anno non ero molto contento del mio piazzamento a fine stagione; più di una volta mi sono messo seriamente in discussione perché dovevo decidere se continuare o no. Il mio target è sempre stato quello di arrivare davanti e lottare per il podio ma lo scorso anno non sempre è stato possibile. Alla fine di questo 2014 invece sono contento perché è successo ciò che volevo. Ho fatto cambiamenti importanti e anche molto difficili a inizio stagione, hanno funzionato e ora sono felice. Quest’anno sono sempre stato lì davanti, ho fatto belle gare e belle battaglie”. 0337_T01_Rossi.2014 Che cosa pensi della M1 di questa stagione? All’inizio non sembrava all’altezza dei rivali, ora invece ha dimostrato di essere in grado di vincere con entrambi i piloti ufficiali. “La nostra M1 è migliorata molto durante la stagione, soprattutto perché i due team hanno fatto un buon lavoro durante l’anno: Silvano, Ramon, i telemetristi e tutti i ragazzi che lavorano per me e Jorge. Insieme siamo stati capaci di migliorare la moto e renderla competitiva e vincente. È un peccato che questo sia successo solo alla fine, perché nelle prime gare abbiamo accumulato un gap troppo grande. Sarebbe stato bello iniziare la stagione con il potenziale attuale. Ma va bene così! Ciò che importa è che siamo cresciuti e che ora la moto è competitiva. Anche i test a Valencia sono stati positivi ed è interessante, ora, pensare alla prossima stagione!”.
Come pilota ma anche come uomo, che cosa significa essere tornato a questi livelli? “Essere tornato a giocarmi la vittoria a ogni week-end è senza dubbio una grandissima soddisfazione, sia come pilota sia come uomo. Gli ultimi anni sono stati piuttosto complicati. I due anni con la Ducati sono stati difficilissimi, mentre l’anno scorso è andata molto meglio, ma non riuscivo a esprimermi al meglio. Per questo ho dovuto fare scelte difficili, coraggiose e anche rischiose. Ritrovarmi a Valencia quest’anno con tanti podi, due vittorie e, soprattutto, dopo essermi divertito a lottare così spesso con Lorenzo e Márquez è davvero una grande soddisfazione”. Qual è stato il momento più bello della stagione?  “La vittoria a Misano, di fronte a tutti i miei tifosi. Sono riuscito a tornare sul gradino più alto del podio in una gara in Italia dopo 5 anni dall’ultima vittoria ed è stato fantastico! Ho amato quella gara. Mi sono divertito molto e ho provato davvero belle emozioni. In realtà mi sono divertito ancora di più nella seconda vittoria della stagione, in Australia, perché a Misano ero troppo emozionato e non sono riuscito a “godermela”. Invece a Phillip Island sono riuscito ad apprezzare il primo posto. Mi sono divertito e mi sono gustato la vittoria”.
Dopo la “parentesi” in Ducati, ora sono passate due stagioni dal tuo ritorno in Yamaha. “Nel mio cuore io mi sento al 100% un pilota Yamaha. Ho avuto una lunga carriera, ho corso con diverse moto “factory” ma i momenti più belli sono senza dubbio legati a Yamaha. Mi trovo perfettamente a mio agio con il team, mi piace molto la M1 e sono felice di avere rinnovato per altri due anni. Ne approfitto per ringraziare tutti i ragazzi che lavorano al progetto MotoGP e che mi hanno permesso di ottenere questi risultati. Ringrazio tutti. È davvero un piacere lavorare con loro”.
Ti sei allenato duramente per tornare a essere vincente. Hai passato tante ore in palestra. Quanto è difficile reagire mentalmente all’assenza di risultati? Soprattutto per un pilota che, come te, ha vinto tanto… “Secondo me il segreto sta nel capire se vuoi ancora fare parte del gioco. Devi dimenticare tutte le vittorie che sei riuscito ad ottenere in passato, devi avere grande umiltà ed essere consapevole che più vai avanti e più devi lavorare. Se invece ti siedi sugli allori e pensi ai nove mondiali e alle gare vinte, oppure che il tuo modo di guidare vada bene così, beh, tanto vale rimanere a casa! Lo sport, gli avversari, le gomme e le moto cambiano e tu non puoi stare fermo a guardare. Devi metterti in testa di lavorare sempre di più e sempre più forte”.

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