MotoGP Argentina: Non c’è gara

3 GP, 3 vittorie: nessuno tiene testa a Marquez. Ma domenica a Jerez sono in 3 a volerlo battere
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MotoGP Argentina: Non c’è gara

Pubblicato il 29 aprile 2014, 14:44

È bastato che i suoi avversari lo vedessero lì, vicino, per tirarsi indietro. Evidentemente Marc Marquez li ha spaventati solo con la sua presenza. Nessuno ha opposto resistenza quando il campione del mondo è andato progressivamente avanti (ha impiegato un giro per passare dalla sesta alla seconda posizione) e nessuno ha cercato di attaccarlo mentre imponeva il ritmo a suo piacimento. Prendete Jorge Lorenzo: si è fatto da parte quando Marc, nel sedicesimo giro, stanco di stargli alle spalle, lo ha attaccato; appena si è fatto vedere all’interno, l’asfalto era già libero, Jorge non ha nemmeno pensato di chiudere la porta. E quando, nel finale, Dani Pedrosa si è avvicinato, dopo essersi liberato di Lorenzo, Marc si permesso il lusso di continuare ad andare al di sotto del suo limite e si è voltato forse per la curiosità di capire cosa stessero facendo quelli dietro. Si stava annoiando, come in Texas. Il campione del mondo sembra impegnato in un campionato tutto suo, cioè in una sfida contro se stesso. I suoi avversari dicono che non bisogna mollare, ma è più facile dirlo che farlo. E le parole di Valentino Rossi sono eloquenti: «Marc va più forte dello scorso anno, e soprattutto non sbaglia più. E la Honda adesso va più forte della Yamaha». L’articolo completo di Enrico Borghi lo potete leggere sul numero 17 di Motosprint, in edicola da martedì 29 aprile. 

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