GP Argentina: parlano Smith e Bradl

I due piloti-rivelazione del GP delle Americhe sono pronti per affrontare nel migliore dei modi la pista argentina
GP Argentina: parlano Smith e Bradl

Pubblicato il 25 aprile 2014, 02:36

Bradley Smith e Stefan Bradl, rispettivamente quarto e quinto sul circuito americano di Austin, sono stati protagonisti della conferenza stampa di presentazione del GP d'Argentina, insieme a Valentino Rossi, Marc Marquez, Andrea Dovizioso e Sebastian Porto. Sui due giovanissimi piloti ci sono molte aspettative. Bradl, in particolare, ha già girato lo scorso anno per due giorni di test sulla pista di Termas de Rio Hondo. «Non so se sia un vantaggio, perché la pista era molto sporca, c'è voluto almeno un giorno per ottenere una buona traiettoria» ha detto Stefan Bradl. «Credo che gli avversari possano recuperare questo svantaggio molto rapidamente. Spero che le condizioni della pista domani siano migliori dello scorso anno: il secondo giorno venne pure a piovere!» «Ad Austin è stato faticoso portare la moto al traguardo», ha aggiunto Bradley Smith. «In molti hanno avuto noie con la gomma anteriore, forse se avessi spinto di più all'inizio avrei avuto lo stesso problema di Valentino, invece ho portato a casa il mio miglior risultato in MotoGp». «Qui a Termas la pista in alcuni tratti è stretta e ondulata, in altri molto veloce. Bridgestone ha portato gomme dure, quindi si aspettano forte aderenza e una pista molto esigente per gli pneumatici. Il  quinto posto di Austin non corrisponde ancora alle mie aspettative. La prossima volta voglio stare con i piloti ufficiali, davanti a Stefan...» «La pista sembra molto fluida, assomiglia un po' a Phillip Island, ad Assen e al Mugello», ha detto poi Lucio Cecchinello, team manager di Bradl. «Nel rettiineo dopo la curva 3, si raggiungono i 330 km/h poi c'è un curvone da 200 km/h e ci sono anche tre curve lente, la 1, la 5 e la 13, da 70 km/h. Stefan Bradl ci ha già girato, è vero, però è stato molto onesto nelle sue dichiarazioni: il suo vantaggio è piccolo perché nei test c'era stato un solo giorno buono».
   

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