Stoner: «Non farò la wild card»

Casey ha girato in 1'47”6, ma in pista c'era pochissimo grip. Anche De Puniet (Suzuki) più lento del solito
Stoner: «Non farò la wild card»

Pubblicato il 7 agosto 2013, 16:32

LA FRASE più significativa è questa: «Sono stato benissimo, e come sempre la Honda è stata fantastica con me; sono soddisfatto per come sono andati questi test, però tutto questo non mi fa cambiare idea riguardo la possibilità di correre come wild card: non è una cosa a cui sto pensando». L'ha detto Casey Stoner, quindi bisogna credergli. Sperando che cambi idea...
Oggi in Giappone (la notte scorsa, per noi) le condizioni meteo sono migliorate nell'area del circuito di Motegi, così la Honda (come Suzuki e Yamaha) ha svolto il suo programma di lavoro. Stoner si è dato da fare, è apparso contento di girare di nuovo su una MotoGP, ma anche lui come tutti si è fermato qualche minuto prima della chiusura della pista: a circa un quarto d'ora dal termine è infatti arrivata la pioggia a mettere tutti d'accordo.
Naturalmente l'australiano ha fatto segnare il miglior tempo: 1'47”6. Certo, la pole del 2012 (di Jorge Lorenzo) è lontana (1'44”969) così come il giro veloce in gara (di Dani Pedrosa): 1'45”589. Ma bisogna fare alcune considerazioni.

Stoner non saliva su una MotoGP da 9 mesi, e in Giappone in questo periodo si crepa di caldo (c'erano oltre 50 gradi sull'asfalto, e un caldo umido da Malesia). Ma il dato più interessante è che l'asfalto non era in condizioni ottimali: c'era pochissimo grip, a causa della pioggia del giorno precedente e in più nel week-end scorso c'è stata una gara di auto. Quindi l'asfalto era molto scivoloso, come dimostra il fatto che tutti sono stati più lenti del solito. Infatti il secondo miglior tempo è quello di Randy De Puniet con la Suzuki: 1'48”6. Nei test precedenti, sempre a Motegi, il francese aveva girato in 1'47”0...

«C'era molto caldo – ha detto Stoner – e siamo riusciti a fare qualche giro buono, rispettando il programma di lavoro. In generale è stata una giornata produttiva, e grazie al fatto che il programma di test non era certo febbrile, siamo riusciti a completare quasi tutto in una sola giornata». E Shuhei Nakamoto, capo operativo della HRC, ha spiegato che «per questa prima uscita abbiamo chiesto a Casey di concentrarsi sull'attuale RC213V, perché dobbiamo migliorarla in vista della parte finale della stagione in cui ci giochiamo il titolo. Dalla prossima volta Casey proverà il materiale 2014, in particolare la” Production”».

La Suzuki ha completato il lavoro di selezione della ciclistica, che era cominciato nei test svolti in Spagna, in giugno. Ora sono finiti perché Randy De Puniet ha scelto quello che offre un maggiore feeling (quindi anche maggiore grip) in inserimento di curva. Il team Suzuki ha lavorato con profitto, c'è rimasto male solo quando è arrivata la pioggia: De Puniet stava infatti apprestandosi ad entrare in pista per migliorare il suo tempo sfruttando l'ultimo quarto d'ora a disposizione.
Katsuyuki Nagasuka, con la Yamaha, ha fatto segnare il terzo tempo: 1'48”5. Il test team della Yamaha ha lavorato sulla ciclistica – elemento in perenne evoluzione, a Iwata – ma questa volta soprattutto sui motori, che avevano la trasmissione di ultimissima generazione (il cambio “seamless”): in pratica il test team ha raccolto ulteriori dati da trasferire immediatamente al team ufficiale, che prova oggi e domani a Brno.

Enrico Borghi

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