Stoner: troppe buche a Phillip Island

Casey avrebbe voluto andare ancora più forte!
Stoner: troppe buche a Phillip Island

Pubblicato il 14 ottobre 2011, 16:49

PHILLIP ISLAND – Casey Stoner l'ha presa male. Il miglior tempo non lo ha soddisfatto. Il problema è il distacco che ha inflitto agli avversari: “solo” quasi quattro decimi al secondo (Marco Simoncelli tornato aggressivo sin dalle prove), “solo” mezzo secondo al terzo (Lorenzo), “solo” un secondo al quarto (Spies) e al suo compagno di squadra Pedrosa. Se a questo punto state pensando che Stoner sia uno sbruffone, o se credete che abbia voluto scherzare, vi sbagliate in entrambi i casi: era sincero. Sì, parlava sul serio. Lui la pensa proprio così: sulla pista di casa avrebbe dovuto, e voluto, infliggere subito un distacco abissale ai suoi avversari.

Al di là delle sue sensazioni, va detto però che Casey non ha stabilito solo il miglior tempo: quel giro “veloce” lui lo può mantenere come passo. È questo che ha già demoralizzato i suoi avversari. Eppure lui andando via dal circuito ha detto: «non sono andato forte abbastanza, cioè non come avrei dovuto. Dobbiamo risolvere qualche problema sulla moto, che non funziona ancora come dico io. E poi la pista ha troppe buche».

Vedremo domani, che cosa sarà in grado di fare. Su una cosa, però, Stoner ha il consenso dei suoi colleghi: la pista è peggiorata rispetto a dodici mesi fa, ci sono più avvallamenti e l'asfalto è più scivoloso. Certo, c'è anche chi ha problemi più grossi. Valentino Rossi ad esempio sembra di nuovo in un incubo, ben rappresentato dal tredicesimo tempo a un secondo e mezzo dalla vetta. Siamo tornati ad alcuni mesi fa: «Non ho feeling con l'anteriore, non sono efficace in ingresso curva né in frenata, non riesco ad avere una buona percorrenza della curva e in accelerazione la moto scivola molto». In una parola: un disastro! Il team manager della Ducati, Vitto Guareschi, ha detto: «La moto non ha grip. È come se Valentino usasse la gomma da tempo: dopo un paio di giri si consuma enormemente. Il problema è che accede con la dura...». E alla fine lo ha ammesso anche Valentino: «Sarà dura, domani, raddrizzare la situazione».

Nemmeno il calore del pubblico sta rasserenando l'inizio del week-end australiano di Valentino. Se la stampa locale parla solo di Stoner, riempiendo pagine e pagine per spiegare come gli europei si siano sbagliati sul suo conto – Casey non è fragile psicologicamente e sta reggendo la pressione della leadership – Phillip Island è sempre stracolma di bandiere gialle inneggianti Valentino e i fans locali prendono d'assalto il box e la zona del paddock in cui risiede il pesarese. È il credito che continua ad avere in ogni parte del globo, e anche in questa terra così lontana. Del resto Valentino su questa pista ha scritto pagine memorabili della storia di questo sport, e certe imprese restano per sempre.

Certo, Stoner è attesissimo. E non solo perché su questa pista domina dal 2007. Domenica si giocherà il primo “match point” per il titolo, e il piccolo movimento delle due ruote australiane sta sognando ad occhi aperti. Sarebbe grandioso, per loro, festeggiare in casa un australiano che trascorre l'anno molto lontano da questi luoghi. Giovedì è arrivato anche Mick Doohan, leggenda dell'Australia e della Honda. Pare deciso a fare ciò che non ha fatto negli ultimi anni: dare manforte al ragazzino che in questo week-end ha tutti gli occhi addosso.

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