MotoGP: Stoner adesso fa davvero paura

L’australiano è velocissimo. Pure gli altri ufficiali HRC non scherzano
MotoGP: Stoner adesso fa davvero paura

Pubblicato il 22 febbraio 2011, 15:27

SEPANG – Il caldo ha ripreso a picchiare forte sul circuito di Sepang – sull’asfalto sono state rilevate temperature abbondantemente superiori ai 50 gradi – ma Casey Stoner picchia ancora di più.

L’australiano ha fatto ciò che ha voluto nella prima giornata di lavoro dei team della MotoGP: è stato il solo a scendere sotto il muro del 2’01” (il suo miglior tempo è stato 2’00”987) e ha soprattutto esibito un ritmo notevole.

I quattro piloti che guidano una Honda ufficiale hanno cominciato con grande determinazione e hanno dettato legge per gran parte della giornata. Solo nel finale si sono fatti avanti Lorenzo, Spies e anche Edwards, che hanno usato però la gomma morbida. Lorenzo è stato in sordina perché ha lavorato a lungo su un’importante modifica alla ciclistica della sua Yamaha per migliorare la trazione.

Andrea Dovizioso ha continuato a lavorare sul freno motore per ridurre il problema della RCV in ingresso curva: «gli ingegneri giapponesi hanno fatto un grande lavoro; rispetto al primo test, abbiamo fatto un progresso che non siamo mai riusciti a fare in tutto il 2010!» ha detto a fine giornata, compiacendosi perché il suo passo è stato molto buono.

Commenti simili sono venuti anche da Stoner, mentre Dani Pedrosa (secondo miglior tempo) si è concentrato sulla ciclistica: ha svolto una comparazione con i telai 2011 e 2010 perché non ha ancora fatto la sua scelta.

Valentino Rossi e la Ducati sono sempre ad un secondo di distacco, ma va detto che il pesarese non ha montato la gomma morbida, nel finale, preferendo continuare a lavorare sull’assetto della Desmosedici con la gomma dura, cioè in condizioni da gara. «Abbiamo ormai definito un assetto-base, il che è già un bel progresso» ha detto Valentino. La sua squadra sta lavorando con calma, in base ad un programma preciso. Tutto sembra procedere bene.

Nemmeno Simoncelli ha mai usato la gomma morbida: ha impiegato la sua giornata provando diverse regolazioni per l’assetto e la gestione elettronica.

I top team questa volta non hanno portato in pista novità di rilievo: si sta infatti lavorando sulla messa a punto, il che significa passare ore e ore lavorando su assetti, sospensioni, geometrie, distribuzione dei pesi, sistemi di controllo elettronici. È un lavoro lungo e delicato, ma non c’è scelta: tutti vogliono lasciare la Malesia con una moto “definita”, cioè pronta per essere utilizzata nella prima gara che dista ormai meno di un mese.

Enrico Borghi


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