Rossi: la Ducati diventerà più facile

Il lavoro sarà lungo. Mentre la spalla sarà al 100% solo a marzo
Rossi: la Ducati diventerà più facile

Pubblicato il 11 gennaio 2011, 11:47

Ecco le prime battute di Valentino Rossi da pilota ufficiale Ducati. L’intervista completa al Dottore e ai protagonisti del Wrooom 2011 li troverete sul numero di Motosprint che per l’occasione andrà in edicola domani, mercoledì 12 dicembre.

“Il test di Valencia è stato molto importante perché ci ha dato un’idea più precisa su cose importanti a proposito della moto – ha esordito Rossi. - Abbiamo un lavoro da fare molto importante, naturalmente prima di poterlo fare devo stare bene io. Sicuramente a Sepang non sarà così. Devo recuperare almeno la mobilità della spalla per stare bene in carena, per muovermi sulla moto, anche se non avrò forza a sufficienza. Per quello ci vorrà di più. Fino a marzo non sarò a posto. A Valencia non riuscivo neanche a mettere le gomme in temperatura. Adesso la spalla tiene, ma non ho tutto il movimento per entrare in carenatura. Sto lavorando per avere i movimenti necessari per poter guidare».

«La Ducati è molto diversa dalla Yamaha ma anche dalla Honda. È un prototipo, mentre le giapponesi sono moto “di serie” trasformate in MotoGP. La Ducati va guidata e messa a posto in un altro modo. Per adesso abbiamo fatto molto poco, sistemato la posizione di guida come piace a me e poco altro. Più avanti dovremo incontrarci a metà strada, la Desmosedici dovrà essere non solo così veloce come è adesso ma anche più facile da guidare, però sicuramente dovrò adattarmi anch’io per cavare il meglio da questa moto. La Ducati va guidata un pochino più sporca, si spigolano di più le curve, comunque è una moto, si può modificare, credo di poterla portare ad essere più vicina a me, a renderla più facile, più costante dall’inizio alla fine della gara. Il mio lavoro per la Ducati penso si possa dividere in due parti, la prima è cercare di vincere, la seconda cercare di migliorare questa moto, aiutare Preziosi e la sua squadra a farle fare un passo avanti, per fare diventare la Desmosedici più competitiva e più facile da guidare».

È la sfida più difficile della tua carriera?

«Sicuramente è al livello di quella con la Yamaha, anche se per motivi diversi. Là ero in forma al cento per cento e c’era la moto da mettere a posto, questa volta la Ducati è già vincente, ma io devo tornare un pilota in attività, spero il più presto possibile».

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