Domenicali: MotoGP, mercato, futuro, tutte le sfide che la Ducati vuole vincere

Mirco Melloni
Pubblicato il 18 aprile 2026, 21:23
Cent’anni di storia meritano di essere celebrati, soprattutto se “cadono nel momento più bello nella storia dell’azienda”. Eppure per Claudio Domenicali, CEO della Ducati, non mancano sfide e pensieri. Dalla MotoGP che oggi vede l’Aprilia al comando con parecchi ex ducatisti nei ruoli di primo piano – Marco Bezzecchi, Jorge Martin, il dt Fabiano Sterlacchini – alla situazione mondiale, con le tensioni in Medio Oriente che possono complicare ogni settore economico. Sfide da affrontare senza paura, con la fiducia di chi ha saputo scalare le classifiche contro i colossi giapponesi, superando momenti di crisi, in pista e sul mercato. Perché in fondo, la Ducati è la Casa che da quattro anni vince il titolo piloti MotoGP e da sei è imbattuta nella classifica costruttori. Domenicali, qual è il suo momento simbolo del “ducatismo”? “Penso al 2 giugno 2024, Festa della Repubblica che la Ducati celebrò al Mugello con la doppietta Pecco Bagnaia-Enea Bastianini con la livrea azzurra. Una giornata carica di simboli, con moto e piloti italiani di fronte al pubblico di casa”. Entrando nel secondo secolo di storia della Ducati, qual è la gara che vorrebbe vincere, dato che in pista avete ottenuto ogni successo? “L’avventura nel Cross è appena iniziata e ci piace molto. Non so quali emozioni mi darà un titolo mondiale in quell’ambito, se e quando lo vinceremo. Di certo, l’off-road fa parte della nostra voglia di aprire continuamente nuove strade e di reinventarci, allargando la famiglia dei ducatisti. Il mondo del Cross parla ai più giovani, che vorremmo portare dentro la nostra marca. In America, poi, il mondo off-road è fortissimo”. Parlare di America fa pensare al presente ricco di incertezze su scala mondiale: come lo affronta la Ducati? “La situazione è molto difficile da interpretare, forse impossibile: alcune delle cose che accadranno nei prossimi mesi dipendono da sviluppi delle prossime due-tre settimane. Parliamo di possibile carenza delle materie prime e dei combustibili, costi che possono crescere. Il mercato della moto non è troppo florido, però noi abbiamo una gamma molto fresca e clienti più resilienti, soprattutto nella parte ‘alta’ della nostra gamma. Certo, è difficile, anche di fronte alla crescita di produttori asiatici che si basano su regole del gioco diverse, ma la nostra azienda è molto solida, che procede con il principio di non produrre moto che non sono richieste. Per noi la desiderabilità del prodotto è il punto principale”. In pista, almeno in MotoGP, il 2026 è iniziato in salita. “L’anno scorso ci chiedevano se non ci annoiassimo a vincere sempre: diciamo che ci divertivamo di più! Ma lo sport è fatto così, siamo contenti che il concorrente più forte sia connazionale, significa che c’è un sistema italiano che funziona. Inoltre l’Aprilia ha un direttore tecnico (Sterlacchini, nde) che abbiamo formato noi, è uno dei più bravi che avevamo. Noi stiamo lavorando per tornare a vincere, occupandoci contemporaneamente della moto 2027”. La 850 ha compiuto i primi giri a Misano: com’è nata? “Direi bene, ma per saperlo con precisione servirebbe il confronto con la concorrenza e in gara, quindi ci vorranno le prime 4-5 gare del 2027 per comprendere i valori in campo.
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