MotoGP, sapevi qual è il GP più lento di sempre?
Settantacinque anni fa, Masetti si impose sul tracciato cittadino di Barcellona con la velocità media più bassa per un vincitore della classe regina: 93,994 km/h

Giovanni Cortinovis
Pubblicato il 14 aprile 2026, 15:39 (Aggiornato il 14 aprile 2026, 14:42)
Oggigiorno le MotoGP superano i 360 km/h e le medie sul giro si aggirano sui 180 km/h, con scostamenti legati alla tortuosità delle piste e al le condizioni dell’asfalto. Con le 500 due tempi le velocità massime erano decisamente inferiori ma, complici i tracciati più filanti dell’epoca, le medie erano molto superiori alle attuali: le sei gare più veloci di sempre, come media oraria del vincitore, si sono tutte disputate negli anni Settanta a Spa Francorchamps, che allora si snodava per 14,12 km. Nel 1977 Barry Sheene completò i dieci giri in meno di 39 minuti, a una media folle di 217,37 km/h. Un dato incredibile, se confrontato con la gara della classe regina più lenta di tutti i tempi che ebbe luogo 75 anni fa. Sullo stradale del Montjuic, collina che “sorveglia” il centro città di Barcellona, l’8 aprile 1951 Umberto Masetti si impose a una media di 93,994 km/h in sella alla Gilera.

La gara sulla strada del Montjuic
A organizzare la seconda edizione del GP Spagna (quella dell’anno prima non era valida per il Mondiale) fu il Real Moto Club de Cataluña. Ai tempi i GP erano articolati in soltanto due giorni, sabato e domenica. Al sabato il miglior tempo fu di Enrico Lorenzetti con la Moto Guzzi, anche se il suo crono non fu pubblicato dalla stampa. La domenica mattina, alle 10, si disputò la gara della 125, con il podio monopolizzato da piloti e marche di casa nostra: successo di Guido Leoni (Mondial) davanti al compagno di squadra Carlo Ubbiali, terzo Vittorio Zanzi (Morini). Un’ora e mezza dopo fu la volta della 500, un’autentica gara a eliminazione: già al primo giro finirono a terra Fernando Aranda e Fergus Anderson (entrambi su Moto Guzzi) che erano davanti a tutti. Raggiunto a fine gara dai giornalisti, l’iberico si mo strò costernato: «Uno dei miei sogni più grandi è svanito. Se non fosse stato per quello che è successo al primo giro, quando ho rotto la moto (nella caduta, nde), avrei puntato alla vittoria.
La moto si era comportata alla perfezione ma ho rotto il cambio e piegato il convertitore di coppia. Pazienza». Nel tentativo di evitarli l’altro pilota locale Ernesto Vidal (Norton) rovinò la propria gara: «Ho frenato per non colpire chi era caduto e la moto si è spenta. Sono tornato ai box, ho cambiato le candele ma ho avuto altri problemi. Un guasto serio». Si fermarono anzitempo, fra gli altri, Carlo Bandirola, Bruno Bertacchini (entrambi su MV Agusta) e Lorenzetti, con quest’ultimo che in precedenza era stato autore del giro più veloce: completò il ventesimo passaggio in 3 minuti e 45 secondi, a una media di 96,528 km/h. La seconda miglior prestazione sul giro portò la firma di Leslie Graham, che al secondo passaggio, in sella alla MV Agusta, impiegò solamente 33 centesimi in più. Masetti fu inizialmente infastidito da Tommy Wood (Norton) ma poi prese il largo e nel finale rallentò l’andatura per evitare guasti: il campione del Mondo in carica trionfò con un minuto e otto decimi di vantaggio su Wood mentre terzo, staccato di due giri, giunse Arciso Artesiani, con la MV Agusta. Medesimo ritardo per Roger Montané, quarto con la Norton, mentre Bandirola fu comunque classificato quinto, con cinque tornate di distacco. Sesto e ultimo Vidal, a nove giri, anche se gli bastò per conquistare un punto: le cronache dell’epoca non lo davano classificato perché il Rego lamento Internazionale stabiliva un minimo di 26 giri compiuti per otte nere tale risultato, mentre l’iberico ne aveva completati 25. Masetti si mostrò appagato dal suo inizio di stagione: «Sono contento della vittoria e molto soddisfatto della mia guida. Il circuito di quest’anno è decisamente duro, ma mi piace. Un’organizzazione perfetta». A fine stagione l’italiano, che non vinse altri GP nel ‘51, venne preceduto da Geoff Duke, assente a Barcellona per partecipare a una gara internazionale a Marsiglia. Ci fu però una nota negativa, sottolineata da Joaquin Dalfau, presidente del Real Moto Club de Cataluña: «L’unico punto debole di questo GP è stato l’aspetto economico. Il Montjuic, che è bellissimo sia per l’atmosfera che per il tracciato, ha avuto un contorno molto animato. Ma in biglietteria, nei due giorni, non siamo arrivati a ventimila spettatori. Invece dell’utile sperato, abbiamo incassato perdite».
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
