Malesia '96, Perugini: “Io, Biaggi, Cadalora, Rossi: un giorno speciale per l’Italia” | ESCLUSIVA
Pubblicato il 31 marzo 2026, 16:11
Il 31 marzo del 1996 è una data che rappresenta l’inizio della leggenda, trattandosi del giorno in cui Valentino Rossi disputò la prima gara nel Motomondiale in sella all’Aprilia del team AGV in 125 chiudendo al sesto posto. Quel Gran Premio della Malesia a Shah Alam fu un successo a 360 gradi per i piloti italiani, vincenti in tutte le categorie: in 500 s’impose Luca Cadalora, in 250 Max Biaggi e nella suddetta 125 un grande specialista della ottavo di litro quale Stefano Perugini. Quest’ultimo festeggiò la prima di cinque vittorie iridate dopo i titoli vinti nell’Italiano e nell’Europeo nel 1992 e nel 1993, costruendosi una carriera interamente dedicata alle piccole cilindrate. E, come ci ha raccontato lui stesso in esclusiva, ricorda ancora nitidamente quel momento così speciale sia per lui che per il motociclismo azzurro.
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Perugini: "Un GP sensazionale per i colori italiani"
Che effetto fa ripensare, a 30 anni di distanza, a quel successo ottenuto in Malesia?
“E’ sempre un piacere ripensare a quel momento, perché fu un Gran Premio sensazionale per i colori italiani visto che vincemmo in tutte e tre le categorie; io diedi il via in 125, ma poi ci riuscirono anche Biaggi in 250 e Cadalora in 500. In più fu il mio primo successo nel mondiale e probabilmente il più bello di tutta la mia carriera. Mi ero preparato tantissimo durante l’inverno e una volta arrivato in Malesia ebbi la consapevolezza di potercela fare. Fu speciale”.
Anche perché, parlando di italiani, si trattò della gara in cui avvenne il debutto di Valentino Rossi.
“Esatto, il fatto che sia stato il suo esordio nel Motomondiale ha rappresentato la classica ciliegina sulla torta, non soltanto perché fu l’inizio di una carriera straordinaria, ma anche e soprattutto perché quando si parla di quel weekend la gente si ricorda due cose della 125: il debutto di Valentino e la mia vittoria. E’ per questo che se ne parla ancora oggi a 30 anni di distanza e non può che farmi piacere”.
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"Per abituarmi al caldo malese usai... il riscaldamento dell'auto"
A quei tempi come ci si preparava per un weekend impegnativo come quello malese?
“Era molto complesso, perché non si andava a fare i test da quelle parti e una volta arrivati lì il corpo veniva messo a durissima prova dalle alte temperature e dall’umidità. Trovai il metodo giusto per allenarmi a quella sfida in maniera curiosa: durante l’estate, mi allenavo e poi per il recupero mi chiudevo in macchina con il riscaldamento al massimo per aumentare la mia resistenza in tali condizioni. Evidentemente funzionò visto il risultato finale di quella gara”.
Quanto era diversa la 125 rispetto all’odierna Moto3?
“Molto, la 125 era una categoria in cui c’erano sia i giovani in rampa di lancio che gli specialisti della categoria, mentre la Moto3 è più che altro un trampolino verso le classi superiori. In più, le moto sono tutte molto simili e a volte diventa difficile comprendere quali siano i piloti migliori, che invece in 125 riuscivano a mettersi maggiormente in mostra, ma d’altronde si tratta di epoche diverse e come sempre ci sono pro e contro”.
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