Dall’arrivo della Moto4 alla nuova Moto3: come cambierà la Road to MotoGP

Pubblicato il 12 gennaio 2026, 17:40 (Aggiornato il 13 gen 2026 alle 09:33)
Oltre alla MotoGP, che dal 2027 passerà ai motori da 850cc con gomme Pirelli e aerodinamica limitata rispetto a quella attuale, anche le classi propedeutiche della "Road to MotoGP” (ad eccezion fatta per la Moto2) subiranno importanti cambiamenti, specialmente per quel che riguarda la Moto3. La classe riservata ai più giovani non si potrà più definire “classe leggera” visto che, a partire dal 2028, sembra ormai certo che sia destinata a diventare un monomarca con motori Yamaha da 700cc. Si tratterà quindi della chiusura di un ciclo iniziato nel 2012, quando la Moto3 è arrivata nel contesto del Motomondiale per prendere il posto della 125 a due tempi, e si concluderà così anche l’accesa rivalità tra Honda e KTM tra le monocilindriche da 250cc, dove il marchio austriaco sta ormai dominando la scena, come dimostrano i risultati del 2024 in cui ha surclassato il colosso giapponese come numero di vittorie (addirittura 20 a 2, entrambe arrivate a fine stagione con il titolo iridato già assegnato). Ponendo anche la parola fine al costante innalzamento dei costi non essendoci più concorrenza interna tra i costruttori trattandosi di moto identiche tra loro, in maniera analoga a quanto accade nelle Talent Cup, anch’esse prossime ad una rivoluzione seppur minore.
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La Moto3 del futuro: una classe ricca di possibili pro e contro
In realtà, proprio la KTM è stata tra le Case che si sono proposte per la monofornitura 2028 per la Moto3 insieme a numerosi altri marchi, comprese le cinesi CF Moto e QJ Motor, ma alla fine il progetto Yamaha – salvo clamorosi cambiamenti – ha avuto la meglio. Ciò avrà però diverse conseguenze, visto che anche il Mondiale Junior Moto3 presente nel contesto della MotoJunior – ex JuniorGP – dovrà allinearsi a tale cambiamento per continuare ad essere il principale trampolino di lancio per i piloti che puntano alla MotoGP, in maniera analoga a quanto accaduto con l’Europeo Moto2 ai tempi passaggio dai motori Honda a quelli Triumph con un paio d’anni di differenza rispetto al mondiale. A sua volta, anche la Red Bull Rookies Cup potrebbe subire una variazione visto che al momento i piloti utilizzano delle KTM Moto3 depotenziate, andando incontro ad una svolta come già successo ai tempi del passaggio 125-Moto3.
Ci sono ovviamente dei lati positivi: oltre al già citato abbattimento dei costi, le moto sarebbero più grandi e adatte alla corporatura dei giovani talenti, ormai sempre più alti e meno idonei agli attuali prototipi, e ciò favorirebbe anche il passaggio verso la Moto2, spesso molto complicato proprio per via di peso e potenza del tutto diversi rispetto a quelli della classe leggera. Al contempo, però, il dubbio sorge nei confronti delle cilindrate delle moto; seppur con investimenti e sviluppi del tutto diversi, le MotoGP da 850 avrebbero meno di 100cc di differenza rispetto alle Moto2 e 150 con la Moto3. Ciò potrebbe portare a qualche perplessità da parte degli appassionati e degli spettatori più casual che si approcciano alle corse, faticando a notare le differenza tra le varie categorie.

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Addio Talent Cup, benvenuta Moto4
A tutte queste variazioni che avverranno nel Motomondiale, se ne aggiungerà anche una probabilmente meno impattante non trattandosi di una categoria presente nel paddock iridato, ma comunque importante e, soprattutto, imminente. A partire dalla stagione 2026 che sta per partire, infatti, si sentirà parlare sempre più spesso della Moto4, nuovo nome con cui verranno indicate tutte le varie Talent Cup territoriali riservate ai giovanissimi che muovono i primi passi tra le ruote alte. La categoria era già esistente in Spagna e non solo, ma ora tale denominazione rappresenterà i trofei come la European Talent Cup, l’Asia Talent Cup e così via, che verranno riconosciute come Moto4 European Cup (sempre nel contesto della MotoJunior e rappresentante lo step precedente alla Moto3), Moto4 Asia Cup per i piloti asiatici, Moto4 Northern Cup per quelli del Nord Europa, Moto4 British Cup per i centauri britannici e Moto4 Latin Cup per quelli sudamericani.
Anche in questo caso, l’obiettivo sarà quello di uniformare i percorsi che porteranno i campioni del futuro verso la MotoGP mettendo a loro disposizione moto identiche tra loro, le quali almeno per il momento resteranno le Honda NSF250R anche se non va escluso un possibile cambiamento negli anni successivi se il “salto” alla Moto3 da 700 cm dovesse risultare troppo grande ed impegnativo. Resta invece esclusa da tale discorso la North America Talent Cup, in cui le moto al via continueranno ad essere delle Kramer APX-350, anche se il panorama a stelle e strisce avrà comunque una vetrina interessante all’interno del Motomondiale grazie alla Harley-Davidson Bagger World Cup che attirerà certamente grande curiosità agli occhi degli appassionati statunitensi pur rappresentando una realtà a sé che difficilmente potrà permettere l’approdo in MotoGP. Quel che è certo, è che in ogni caso nei prossimi tre anni ci saranno tantissimi cambiamenti importanti sia per la top class che per il percorso richiesto per arrivarci, sia all’interno del paddock iridato, sia ancor prima per i giovanissimi. Poi, che tale percorso sia migliore o peggiore rispetto a quella attuale, si vedrà solo con il tempo.
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