Brno 1998, Max Biaggi e l'impennata per impressionare Anna Falchi

L'euforia per una vittoria fondamentale, la voglia di stupire e dimostrare di poter battere Mick Doohan: ecco cosa c'è nell'impennata del Corsaro a Brno

Christian Caramia Christian Caramia

Pubblicato il 19 marzo 2021, 13:55 (Aggiornato il 19 marzo 2021, 13:37)

C'è un episodio nella carriera di Max Biaggi impresso nella memoria collettiva quasi quanto i quattro mondiali vinti nella classe 250. Stiamo parlando della celebre impennata sul traguardo di Brno, avvenuta pochi metri dopo la bandiera a scacchi del GP della Repubblica Ceca 1998.

L'anno della rivalità con Doohan


Per Massimiliano Biaggi da Roma è la stagione dell'esordio nella classe 500, dopo aver vinto e stravinto nella quarto di litro dal 1994 al 1997. I titoli conquistati nella classe di mezzo lo proiettano nel mondo dei grandi, quello della top class, dove Mick Doohan è la stella indiscussa, il fenomeno di un'epoca.

Max debutta col botto vincendo il primo GP dell'anno a Suzuka, gara in cui Mick non arriva al traguardo. Il Re della 500 raddrizza la stagione vincendo quattro GP, mentre il ventisettenne romano inanella una serie di podi che lo tengono a galla nella classifica generale. Arrivato a Brno per il 10° round della stagione, il romano è costretto a vincere se vuole mantenere aperte le sue speranze mondiali.

Doohan scatta dalla pole ma cade nelle prime fasi di gara, permettendo così a Biaggi di prendere il comando della gara. Leadership che il Corsaro non molla fino all'ultima tornata, pennellando le traiettorie tra i saliscendi di Brno. Una vittoria alla Biaggi, fondamentale per tornare in testa alla classifica provvisoria, festeggiata con un'impennata ai limiti della fisica, dalle conseguenze non previste.

Atterraggio morbido? Non proprio


Max impenna, si ritrova appeso ai semimanubri, sta per ribaltarsi. Nell'atterraggio, ripreso solo in parte dalle telecamere, Biaggi sbatte contro il serbatoio, la sua NSR 500 inizia a vibrare, ha un cerchio storto, il cupolino rotto.

Una manovra scenografica, figlia di un cocktail di emozioni irreperibile, venuta fuori praticamente per caso. Mettici la voglia di festeggiare una vittoria fondamentale, mischiala con la voglia di impressionare Anna Falchi - "E' stata simpatica ad accettare il mio invito a essere qui, in più mi ha portato fortuna", spiegherà Biaggi dopo la gara - aggiungi un bel po' di adrenalina e il risultato è servito.

Max Biaggi e Anna Falchi, 20 anni dopo

Manovra non calcolata


“Tutti ricordano quel festeggiamento", dichiarerà anni dopo Biaggi. "Non fu proprio una manovra calcolata. La moto era rimasta in quarta marcia, presi una folata di vento ma, per fortuna, fui veloce a mettere il piede sul freno".

Un'impennata che rimarrà per sempre il simbolo di una stagione dall'epilogo poco fortunato per Max, a causa della bandiera nera ricevuta a Barcellona, ma che gli ha permesso di realizzare una delle immagini simbolo del motociclismo moderno.

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