M1 e Morbidelli, questione di feeling

Ha impressionato a Jerez, nei primi test del 2019, la facilità con cui il miglior rookie del 2018 si è approcciato alla Yamaha. E con i consigli di Valentino potrebbe esserci qualche sorpresa.

Patrizio CacciariPatrizio Cacciari

Pubblicato il 22 novembre 2018, 13:46 (Aggiornato il 22 novembre 2018, 13:25)

«Vado a fare quattro chiacchiere con Valentino, tutto quello che mi ha detto sulla M1 si è rivelato azzeccato». Una battuta quella di Franco Morbidelli dopo i primi giri a Jerez sulla moto del suo nuovo team, il Petronas Yamaha SRT.  Il miglior rookie del 2018 chiude il primo test ufficiale del 2019 a soli 0,217s da Maverick Viñales.

QUESTIONE DI FEELING - Il pilota romano di Tavullia è apparso subito a suo agio, non toccando quasi nulla dell'assetto durante la due giorni. Il suo stile di guida dolce sembra ben adattarsi a un mezzo che in passato ha fatto della ciclistica la sua caratteristica principale: «Mi trovo bene ma adesso devo capirla ancora di più. La cosa che mi piace è che con questa moto si può spingere forte da subito ed è facile essere immediatamente efficaci».

EFFICACIA - Ecco la parola chiave, il tag, mancato alla Yamaha nella stagione appena trascorsa. Una sola vittoria con il team ufficiale Movistar e qualche bello spunto di Zarco, ma in Yamaha quest'anno serviva altro. L'esperienza di Valentino, miscelata alla verve di uno dei suoi allievi migliori potrebbe rilanciare la casa di Ywata, quest'anno in netta difficoltà tecnica rispetto a Honda e Ducati.

AMORE A PRIMA VISTA - Per il momento la M1 di Morbidelli è un ibrido: con il telaio di quella guidata fino a domenica scorsa da Zarco e i componenti 2018 del Team Factory, compreso il motore. Le premesse tuttavia sono state subito positive. Bisognerà  solo aspettare il nuovo materiale 2019 e le gare per capire se questo amore appena sbocciato si tramuterà in una storia meravigliosa.

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