Test Jerez: Vola Luthi, Corsi scivola
Pubblicato il 16 febbraio 2012, 18:21
La prima giornata di test pre campionato a Jerez de la Frontera per le classi Moto2 e 3 è terminata.
Rispetto a quanto visto a Valencia le cose sono cambiate di poco. Non è una Kalex la moto più veloce per il momento, ma da quanto trapela dall'Andalusia, sembra che sia stato Thomas Luthi con la Suter a fare segnare il riferimento in 1.43.0.
Come per gli scorsi test anche qui non ci sono tempi ufficiali, così come non ci sono motori ufficiali per la Moto2 ne tutte le Moto3 hanno la centralina Dell'Orto, quindi siamo esattamente al punto di una settimana fa, con la veridicità dei tempi tutta da chiarire.
Sempre in Moto2 sarebbe Redding in 1.43.5 il secondo alle spalle di Luthi, con la sua Kalex che in questa occasione soffre qualche problema di chattering probabilmente dovuto dalle nuove coperture Dunlop che hanno debuttato a Valencia la settimana scorsa.
Bene i nostri Andrea Iannone con la SpeedUp e Simone Corsi con la FTR. Il pilota di Vasto ha girato in 1.43.7, confermando il feeling con la moto che nel 2010 lo ha portato a un passo dall'iride. Qualche difficoltà in più per il romano del Team Ioda, che è scivolato procurandosi una profonda ferita al mignolo della mano destra. Corsi è stato soccorso al centro medico del circuito e domani dovrebbe essere in pista. Nonostante questo inconveniente il romano ha conquistato il quarto tempo in 1.43.9.
In tema di test e di prove, sembra non stia andando come dovrebbe il telaio 2012 della Tech3 di Bradley Smith che oggi non è riuscito a girare molto. De resto se queste prove non si fanno nei test...
In Moto3 la KTM conferma la sua supremazia. La Casa austriaca sembra aver pianificato il suo ritorno certo non per partecipare. Le sue moto sono una spanna avanti a tutti con il tedesco Sandro Cortese che ha fissato il miglior tempo in 1.48.0. Ancora problemi di gioventù per la Ioda, che è alla ricerca delle prestazioni viste al banco che non tornano in pista. Con poco tempo a disposizione tra un test e l'altro è comunque difficile fare cambiamenti radicali.
Luca Bologna
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