Iannone-Dovizioso, e adesso?

Dall’Igna ha rivelato che il nome del pilota che affiancherà Lorenzo nel 2017 sarà annunciato prima di Barcellona. I due Andrea avranno tre gare per convincere i vertici della “rossa”
Iannone-Dovizioso, e adesso?

Pubblicato il 19 aprile 2016, 14:11

di Federico Porrozzi Gigi Dall’Igna è stato chiaro e, fino a prova contraria, c’è da credergli: il nome del secondo pilota Ducati per la stagione 2017 non è stato ancora deciso e si saprà prima del GP di Barcellona. DUELLO IN CASA - A conti fatti, questo vuol dire che Andra Iannone e Andrea Dovizioso avranno tre gare per provare a convincere i vertici Ducati a rinnovare il contratto anche per il prossimo anno. Sarà una sorta di mini “mundialito” interno, un duello reso ancora più incandescente dall’ultimo episodio in terra argentina, dove Iannone ha fatto “strike” all’ultima curva, negando a se stesso e a Dovizioso (e alla Ducati) la gioia di due podi. I RISULTATI DEL 2015 - Tre gare: Jerez, Le Mans e Mugello. Saranno questi circuiti a decidere le sorti degli attuali piloti Ducati. Ma l’anno scorso com’era andata? In Spagna, Iannone chiuse sesto a 27 secondi da Lorenzo mentre Dovizioso non riuscì ad andare oltre il nono posto a 41 secondi dal vincitore. La Francia sorrise invece al “Dovi”, che salì sul podio grazie ad un buon terzo posto mentre Iannone fu quinto. Mugello premiò Iannone, capace di chiudere al secondo posto a 5 secondi da Jorge e davanti a Valentino mentre Dovizioso, tra i protagonisti delle prove, fu costretto al ritiro a metà gara a causa di una corona difettosa sulla sua Ducati. MOTIVAZIONI - La bilancia, analizzando i risultati, penderebbe leggermente a favore di Iannone ma l’abruzzese ha sulla testa la “spada di Damocle” del patatrac di Rio Hondo… A meno che uno dei due non si stia già muovendo per provare a strappare un contratto importante, dal punto di vista economico, con altre Case. Suzuki, per esempio. E, in quel caso, cambierebbero (e non poco) le motivazioni di uno dei due. O di entrambi. E il coltello dalla parte del manico non l’avrebbe la Ducati. Ne vedremo delle belle.

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