Il box del direttore: LA TOPPA È PEGGIO DEL BUCO

Pubblicato il 24 marzo 2026, 09:30
Inutile usare mezzi termini: a Goiania non c’erano i presup posti per far correre la MotoGP. E, probabilmente, neanche una gara di campionato nazionale. Nonostante il grande afflusso di pubblico, il weekend brasiliano del Motomondiale è stato una sorta di incubo reiterato per l’organizzazione, per gli addetti ai lavori ma soprattutto per i piloti. Prima gli allagamenti, poi la buca sul rettilineo. E, dulcis in fundo, l’asfalto sgretolato e trasformato in “pallettoni” capaci di procurare lividi e contusioni ai piloti. Negli ultimi anni, una cosa del genere non l’avevamo mai vista. E, sinceramente, vorremmo non vederla mai più.
Capiamo la necessità da parte di Liberty Media di trovare (o ritrovare) nuovi Paesi dove portare lo spettacolo della MotoGP per allargare gli orizzonti del business. Ma tutto deve essere fatto con criterio e cognizione di causa. E prevenendo il più possibile problemi dell’ultima ora. Possibile che nessuno fosse a conoscenza dei f lussi di precipitazioni e del sistema di drenaggio di terreno in quella zona, nel periodo in cui si è scelta la data in calendario? Possibile che nessuno abbia controllato a fondo lo stato dell’asfalto nei giorni pre-evento e tra una sessione e l’altra? La decisione di ridurre i giri della gara domenicale, poco prima del via, è stata un’ammis sione di difficoltà evidente. Alla quale i piloti, ancora una volta poco uniti, avrebbero potuto e dovuto rispondere con decisione. Soprattutto considerando ciò che è accaduto nel finale. La MotoGP tornerà a Goiania anche nel 2027: l’auspicio è che il prossimo anno, tutto venga sistemato a dovere, garantendo la sicurezza necessaria senza la necessità di dover mettere delle “toppe” durante il weekend di gara. È una questione di rispetto nei confronti di tutti i passi avanti fatti in questi decenni alla voce sicurezza. Ma soprattutto nei confronti dei piloti, i quali devono scen dere in pista con la tranquillità necessaria per poter correre a 350 km/h senza pensare anche a buche, fango o sassi da evitare. L’Enduro è tutt’altra specialità. BUONA LETTURA!
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