Il box del direttore: il re dello scacchiere

Federico Porrozzi
Pubblicato il 27 gennaio 2026, 10:30
Ancora una volta, come da quattro anni a questa parte, Madonna di Campiglio ha evidenziato che l’attuale primato della MotoGP da parte della Ducati, sia a livello tecnico-sportivo che a livello aziendale, non è frutto del caso. È la conseguenza di un lavoro mirato e costante, del talento e dell’innovazione su cui Borgo Panigale può contare in pista e nel reparto corse, nonché delle strategie vincenti dal punto di vista della comunicazione e del marketing. Un mix di aspetti che hanno contribuito a rendere la Rossa a due ruote così vincente. E, oggi, difficilmente battibile.
Ritrovarsi sulla neve, in una location esclusiva, con i piloti, il management al completo, tutti i partner e decine di giornalisti (e anche alcuni influencer), tra abbracci, grandi sorrisi e pacche sulle spalle, è un modo per ritrovarsi dopo il riposo invernale. E l’occasione per rafforzare il concetto di leadership attuale del Motomondiale.
All’orizzonte, però, c’è l’arrivo del nuovo regolamento che potrebbe cambiare le carte in tavola. La mossa più importante delle prossime settimane, da parte della Ducati, sarà provare a non perdere Marc Marquez per il biennio 2027-28: due stagioni dinanzi alle quali tutte le Case della MotoGP si presenteranno con una grande incertezza, relativa alle novità sportive e tecniche e, soprattutto, alle gerarchie fin qui stabilite. Affrontare questi interrogativi potendo contare nel box su uno dei piloti più forti di tutti i tempi vorrebbe dire partire con un vantaggio mica da ridere. A Bologna ne sono consapevoli, per questo stanno lavorando con pazienza sui particolari in vista di una firma strategica. Più per la Ducati stessa che per il campione spagnolo.
Buona lettura!
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