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Dovizioso: “Stoner? Non mi sorprende. Tanti vincenti hanno avuto problemi”

"Lo dice la storia. Gestire la pressione è ogni anno più difficile, per tutti i piloti. Io ora sono rilassato, l'anno di stop mi ha permesso di guardare le cose da un altro punto di vista"

Gianmaria RosatiGianmaria Rosati

Pubblicato il 4 febbraio 2022, 11:56

È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che Andrea Dovizioso si è recato in Malesia per i classici test pre stagione, ma ora è nuovamente il momento. Il pilota più esperto della griglia si appresta ad iniziare un nuovo capitolo della carriera griffato Yamaha, senza porsi particolari obiettivi, al contrario di quanto fatto dal suo Team Principal Razlan Razali.
 
“Non saprei rispondere circa il mio obiettivo, so solo che questi test ci faranno capire qualcosa di più. Innanzitutto inizieremo a comprendere il potenziali degli altri piloti e delle altre moto, ma personalmente io sono ancora in fase di adattamento. Un inverno senza girare ha un effetto, ma solo in sella capisci se negativo o positivo. Sono molto contento di essere qui in Malesia, e certamente lo sarò almeno fino a quando tutti non faranno il time attack (sorride ndr)”.
 
Appare sereno Andrea, al quale l’anno di lontananza dal mondo delle corse sembra aver fatto davvero bene.
 
“Non sento particolarmente l’avanzare dell’età, il che è positivo, ed è altrettanto positivo l’effetto che mi ha fatto l’anno scorso. Mi ha permesso di vedere le cose da un punto di vista diverso, e di capire alcune cose. Come ha detto Valentino quando ha deciso di smettere le cose cambiano: per stare in questa situazione devi oltrepassare sempre i tuoi limiti, ma ora mi sento rilassato e sereno a prescindere da quello che potrò fare”.

Dovizioso: “Non mi interessa quello che si scrive sui social”


Chi invece ha raccontato di aver vissuto momento davvero duri durante la carriera è Casey Stoner, che Dovizioso sembra comprendere senza fatica.
 
“Ho sentito qualcosa a riguardo. Quello che sente ogni pilota non lo sa nessuno: non sono particolarmente sorpreso dalla vicenda, dato che nella storia tanti sportivi di alto livello hanno avuto problemi di vario tipo. E’ un po’ il prezzo da pagare in queste situazioni. Io ad esempio seguo tanti piloti di cross, i quali si sono ritirati prima dei trent’anni vincendo tanto: anche per piloti vincenti quindi gestire la pressione diventa ogni anno più difficile, il che può sembrare strano ma è così”.
 
La pressione ad ogni modo non è un problema per Andrea in questo momento, così come non sembra esserlo il parere del mondo social.
 
“Per me non è difficile gestire la pressione ora, perché sto cercando di non prestare troppa attenzione a tutto quello che la gente al momento dice o pensa. Oggi con i social tutti parlano, il che da un lato è un bene, ma cerco di non ascoltare: non sto cercando di dire che sono migliore, ma semplicemente credo che al momento questa sia la migliore strategia”.

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