Sinner ed il tennis stregano l'Italia. Bagnaia e la MotoGP? La parola ai piloti

Sinner ed il tennis stregano l'Italia. Bagnaia e la MotoGP? La parola ai piloti

Il pubblico generalista italiano ha seguito con attenzione il cammino di Jannik alle finals, meno quello di un Pecco già campione e desideroso di confermarsi. Questione di visibilità o c'è di più?

25 novembre

Inutile nascondersi, la scorsa settimana in Italia tutti o quasi hanno nominato almeno una volta il nome di Jannick Sinner, giustamente finito sulle prime pagine per le sue imprese alle ATP Finals. Mentre il tennista altoatesino scalava sia il ranking ATP che quello delle preferenze del popolo italiano, vi era però anche un altro italiano alle prese con possibile vittoria, ossia quel Pecco Bagnaia che già l’anno scorso ha riportato l’Italia sul tetto del mondo 12 anni dopo l’ultima volta.
 
Due talenti simili, sul quale però l’attenzione del pubblico generalista italiano è sembrata giorno dopo giorno piuttosto diversa, a favore di colui che maneggia la racchetta piuttosto che il manubrio. Di conseguenza sorge spontanea una domanda: qual è la causa? Si può dare tutta la colpa alla diversa visibilità – Sinner è stato trasmesso anche in chiaro, la MotoGP solo sulla pay tv ossia Sky – o vi è altro? La risposta è stata data da alcuni dei piloti italiani presenti in classe regina, i primi che forse meriterebbero maggiore attenzione.

Il parere di Morbidelli, Marini e Bastianini

“La MotoGP non è valorizzata abbastanza – le parole di Franco Morbidelli - siamo un grande bacino di “payper viewers” e nostalgici che non guardano più le gare perché Vale ha smesso o per altri motivi: è un peccato perché la MotoGP attuale ha un livello stellare, con piloti che danno più del massimo e piloti 8 volte campione del mondo arrivano 15°, non solo perché non hanno la Ducati. Ci sono tante sfaccettature e tante storie da raccontare, ma purtroppo non vengono raccontate nel miglior modo”.
 
“Sinceramente una stella grezza come Acosta può aiutare – ha proseguito il pilota Yamaha - ha vinto sin dal giorno in cui è arrivato in questo campionato, una cosa che trascende il motociclismo e che potrebbe riportare la MotoGP ad avere un interesse più alto di quello che ha. Serve un “serial winner”? Troppo facile avere Muhammad Alì, Valentino Rossi e Tiger Woods. Bisognerebbe fare come l’NBA, che riesce a creare un idolo in ogni squadra, valorizzando ogni atleta di ogni squadra: questo sopperirebbe l’assenza di un vincitore seriale”.
 
Il modello NBA potrebbe dunque essere la chiave per Franco, mentre per Luca Marini le spiegazioni sono molteplici, dalla sostanziosa opera di comunicazione svolta nei confronti di Sinner sin dagli anni scorsi sino all’abbondanza di talenti italiani in MotoGP, un fattore che sulla carta dovrebbe portare maggiore attenzione.
 
“Bisognerebbe capire i numeri di Sinner quando le sue partite sono state trasmesse solo sulla pay tv, com’è per la MotoGP: la risposta sta nei numeri. Un italiano nel tennis così in forma forse non c’è mai stato, il che può fare scalpore, inoltre c’è stata una comunicazione molto importante su Sinner sin da quando era più giovane, è stato spinto tanto, quindi ci sta la situazione. In MotoGP siamo tanti, quindi magari si perde qualcosa”.
 
Chi invece ci scherza sopra è Enea Bastianini, che come tutti gli appassionati delle due ruote vorrebbe comunque vedere il motociclismo occupare maggiormente le pagine dei giornali e gli schermi delle televisioni.
 
“So che Gigi (Dall’Igna ndr) ha contattato Sinner per il prossimo anno (ride ndr). Io spero che la gente continui a guardare il motociclismo perché è uno sport bellissimo, e con tanti italiani promettenti. Sarebbe un peccato che si smorzasse l’entusiasmo, speriamo che il motociclismo torni sul tetto dello sport”.

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