Ducati, tra presente e futuro in SBK: dal titolo di Bulega alle costanti limitazioni

A Cremona erano presenti l'AD Domenicali ed il Direttore Generale Dall'Igna: "Questo campionato è parte del nostro DNA, continueremo ad investire ma il BoP non è secondario"
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Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 28 settembre 2026, 10:50

Ducati era presente alla celebrazione del titolo SBK vinto da Nicolò Bulega al Cremona Circuit. Per la splendida occasione, si sono presentati in Lombardia due dei volti più rappresentativi di Borgo Panigale come l'Amministratore Delegato Claudio Domenicali e il Direttore Generale Luigi Dall'Igna.

Ducati torna sul tetto del mondo: “La SBK è parte del nostro DNA”

Dopo due anni nei quali Borgo Panigale ha visto BMW e Toprak Razgatlioglu festeggiare  tra le derivate di serie, il Rosso torna sul tetto del mondo. “Abbiamo avuto due ottimi anni nel 2022 e '23 con Álvaro Bautista - ricorda Domenicali -, poi nel 2024 abbiamo faticato un po' di più ma lo scorso anno ce la siamo giocata fino all'ultima gara. Vincere questo titolo è molto importante per noi: con la nuova moto, dovevamo dimostrare che lo sviluppo fatto sulla Panigale si dimostrasse efficace e così è stato”. Un risultato per nulla scontato, visti i tanti cambiamenti effettuati per presentarsi al meglio in vista del 2026. “Abbiamo cambiato parecchio rispetto alla scorsa stagione - conferma Dall'Igna -. È una combinazione del lavoro tra racing e prodotto, hanno collaborato fin dagli albori di questo progetto ed i risultati si sono visti”. 

Il titolo è tornato in Italia, come successo con Max Biaggi nel 2010 ad Imola con Aprilia: queste due storie hanno proprio in Dall'Igna una figura in comune. “Vincere con un pilota italiano è molto importante per una Casa come Ducati, significa che abbiamo dei campioni incredibili come Max e Nicolò”. Domenicali aggiunge. “Abbiamo vinto tantissimi titoli in SBK, più di ogni altra Casa, questo campionato fa parte del nostro DNA. Ma non bisogna parlare del passato: abbiamo continuato ad investire sul prodotto di serie, che si è rivelato essere un'ottima base, poi i ragazzi del nostro team sono stati bravi nel portarlo al limite. La ciliegina sulla torta è quella di avere un pilota come Nicolò”. Ed è proprio sul campione del mondo che Domenicali e Dall'Igna si concentrano. “La velocità in percorrenza è una delle fasi della guida in cui Nicolò dà il meglio di sé, ma è anche molto forte di testa. Non è come in passato, credo sia migliorato molto con gli anni” le parole del Direttore Generale. “È un traguardo fantastico - continua Domenicali -, ma non lo definirei un cerchio che si chiude: Nicolò è ancora giovane e continuerà a lavorare con noi. Gli abbiamo dato la possibilità di tornare a credere in sé stesso”.

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